* La copertina del romanzo d'esordio (tragicomico) di 2 giovani reggiani

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Gabbi ed Salsi sono soci dal 2000, cioè dal loro primo viaggio a Londra. Conosciutisi solamente nel 1997 hanno impiegato diversi anni prima di ottenere questo status. Entrambi sono nati e risiedono in provincia di Reggio Emilia. Luca, dopo un promettente inizio di carriera come calciatore, si è poi dedicato ad altre cose, fino a diplomarsi presso l’IPSIA di Reggio Emilia. Tutt’ora si occupa di progettazione di impianti elettrici. Enea da quando capì che non avrebbe avuto un futuro nel basket decise di dedicarsi ad altro. Oggi concorda con chi dice che se non vivi a NYC vuol dire che non stai facendo davvero sul serio.
C'è anche un sito: www.cazzetti.it

"Gruppo Sportivo Virtus Casalgrande in festa. La squadra femminile partecipante al campionato provinciale FIPAV di pallavolo è stata promossa in Prima Divisione. La compagine capitanata da Caprari Elena ed allenata da Savazzi Pietro ed Antelmi Lorenzo battendo nella gara finale (12/03/08) per 3 a 0 la squadra R.P.F. ha conquistato la possibilità di partecipare, per la prima volta, alla massima serie provinciale.
Caprari Elena, Barbieri Barbara, Barbieri Nara, Baroni Sara, Boccedi Serana, Daniele Roberta, Frigieri Lorena, Guidetti Anna, Mattioli Elisa, Pelatti Elena, Spallanzani Sara, Zangara Debora e Zanti Elisa hanno reso possibile questo “sogno” per la nostra società".
PRESENTATO IL COFANETTO (DVD-CD-LIBRO) DI ZAMBONI

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“Inerme è colui che non ha armi. L’indifeso.
Che l’inerme sia imbattibile lo proclamo sottovoce, per un debito verso le sofferenze. Per rispetto a tutti quei silenzi che non potranno dirsi mai. Ma può capitare, di imbattersi in questa speranza.
La si può cercare, fuori dagli appartamenti arredati.
Nella ricostruita Berlino che riapre le Sinagoghe, nei credenti riccioluti che ne salgono le scale. Nella massacrata Sabra, in Libano, che aggredisce con una voglia di vivere bestialmente più forte, in senso altissimo, di qualsiasi città d’oro. Nel centro storico abbattuto di Mostar - quello dei Bosniaci inchiodati alle granate dall’embargo europeo – che appare, mi è apparso, appare a tutti più alla lunga imbattibile che non i precari quartieri dei croati vittoriosi. Risolutamente negli inermi assoluti, nei bambini, vedo con chiarezza i depositari di quella incalpestabile memoria che contiene passato e futuro.
Loro - quei bambini, letteralmente, che ci hanno messo al mondo - aiuteranno noi a comprendere, e saranno a loro volta aiutati da figli loro.
Infine - e non di minor conto, poiché non siamo soltanto in società - anche nel personale, nell’amore come nell’amicizia, sperimento e vedo sperimentare da altri la potenza infinita e soggiacente nell’inermità”
(Massimo Zamboni)
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Con queste belle, poetiche parole Zamboni sintetizza il progetto che sottende “l’inerme è l’imbattibile”; il cofanetto è composto dal cd che contiene le nuove canzoni dell’artista reggiano, dal suo libro e dal dvd del film-documentario “Il tuffo della rondine - Mostar” di Stefano Savona.
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Musicisti:
Massimo Zamboni: voce, chitarra, letture
Marina Parente: soprano
Gigi Cavalli Cocchi: ritmiche, percussioni
Fabio Ferraboschi: basso, chitarra
Erik Montanari: chitarra
Luca Cilloni: fonico
www.inerme.it
www.massimozamboni.it
"l’inerme è l’imbattibile" è pubblicato dalle ed. musicali de Il Manifesto
Il CD “l’inerme è l’imbattibile” è prodotto da:
Castagneda, Pulsemedia
Il film “Il tuffo della rondine - Mostar” è prodotto da:
Pulsemedia, Castagneda, Vivo Film.
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La cooperativa Boorea ha contribuito alla realizzazione del progetto, che ha come filo conduttore il tema della pace e della memoria.
Martedì 25 marzo il cd verrà presentato in anteprima al Cinema Rosebud di Reggio E., alle ore 21:00, con ingresso gratuito. Si esibiranno Massimo Zamboni (voci, chitarra, letture), Marina Parente (soprano), Fabio Ferraboschi (basso e chitarra), Erik Montanari (chitarra), Gigi Cavalli Cocchi (ritmiche e percussioni).
Nel corso della serata verranno proiettati brani tratti da “Il tuffo della rondine – Mostar”, del regista Stefano Savona. Il film-documentario, allegato al cofanetto, racconta il ritorno dell’artista reggiano a Mostar a 10 anni di distanza dai due concerti realizzati dai CSI.
Nel film Massimo Zamboni intervista alcuni dei protagonisti di quel travagliato periodo storico, che fecero la scelta di non prendere le armi, non schierandosi con nessuna delle parti in guerra.
L’incontro musicale è organizzato da Boorea, Pulse Media e dall’ufficio cinema del Comune di Reggio E.

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Gabbi ed Salsi sono soci dal 2000, cioè dal loro primo viaggio a Londra. Conosciutisi solamente nel 1997 hanno impiegato diversi anni prima di ottenere questo status. Entrambi sono nati e risiedono in provincia di Reggio Emilia. Luca, dopo un promettente inizio di carriera come calciatore, si è poi dedicato ad altre cose, fino a diplomarsi presso l’IPSIA di Reggio Emilia. Tutt’ora si occupa di progettazione di impianti elettrici. Enea da quando capì che non avrebbe avuto un futuro nel basket decise di dedicarsi ad altro. Oggi concorda con chi dice che se non vivi a NYC vuol dire che non stai facendo davvero sul serio.
C'è anche un sito: www.cazzetti.it

"Gruppo Sportivo Virtus Casalgrande in festa. La squadra femminile partecipante al campionato provinciale FIPAV di pallavolo è stata promossa in Prima Divisione. La compagine capitanata da Caprari Elena ed allenata da Savazzi Pietro ed Antelmi Lorenzo battendo nella gara finale (12/03/08) per 3 a 0 la squadra R.P.F. ha conquistato la possibilità di partecipare, per la prima volta, alla massima serie provinciale.
Caprari Elena, Barbieri Barbara, Barbieri Nara, Baroni Sara, Boccedi Serana, Daniele Roberta, Frigieri Lorena, Guidetti Anna, Mattioli Elisa, Pelatti Elena, Spallanzani Sara, Zangara Debora e Zanti Elisa hanno reso possibile questo “sogno” per la nostra società".

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“Inerme è colui che non ha armi. L’indifeso.
Che l’inerme sia imbattibile lo proclamo sottovoce, per un debito verso le sofferenze. Per rispetto a tutti quei silenzi che non potranno dirsi mai. Ma può capitare, di imbattersi in questa speranza.
La si può cercare, fuori dagli appartamenti arredati.
Nella ricostruita Berlino che riapre le Sinagoghe, nei credenti riccioluti che ne salgono le scale. Nella massacrata Sabra, in Libano, che aggredisce con una voglia di vivere bestialmente più forte, in senso altissimo, di qualsiasi città d’oro. Nel centro storico abbattuto di Mostar - quello dei Bosniaci inchiodati alle granate dall’embargo europeo – che appare, mi è apparso, appare a tutti più alla lunga imbattibile che non i precari quartieri dei croati vittoriosi. Risolutamente negli inermi assoluti, nei bambini, vedo con chiarezza i depositari di quella incalpestabile memoria che contiene passato e futuro.
Loro - quei bambini, letteralmente, che ci hanno messo al mondo - aiuteranno noi a comprendere, e saranno a loro volta aiutati da figli loro.
Infine - e non di minor conto, poiché non siamo soltanto in società - anche nel personale, nell’amore come nell’amicizia, sperimento e vedo sperimentare da altri la potenza infinita e soggiacente nell’inermità”
(Massimo Zamboni)
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Con queste belle, poetiche parole Zamboni sintetizza il progetto che sottende “l’inerme è l’imbattibile”; il cofanetto è composto dal cd che contiene le nuove canzoni dell’artista reggiano, dal suo libro e dal dvd del film-documentario “Il tuffo della rondine - Mostar” di Stefano Savona.
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Musicisti:
Massimo Zamboni: voce, chitarra, letture
Marina Parente: soprano
Gigi Cavalli Cocchi: ritmiche, percussioni
Fabio Ferraboschi: basso, chitarra
Erik Montanari: chitarra
Luca Cilloni: fonico
www.inerme.it
www.massimozamboni.it
"l’inerme è l’imbattibile" è pubblicato dalle ed. musicali de Il Manifesto
Il CD “l’inerme è l’imbattibile” è prodotto da:
Castagneda, Pulsemedia
Il film “Il tuffo della rondine - Mostar” è prodotto da:
Pulsemedia, Castagneda, Vivo Film.
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La cooperativa Boorea ha contribuito alla realizzazione del progetto, che ha come filo conduttore il tema della pace e della memoria.
Martedì 25 marzo il cd verrà presentato in anteprima al Cinema Rosebud di Reggio E., alle ore 21:00, con ingresso gratuito. Si esibiranno Massimo Zamboni (voci, chitarra, letture), Marina Parente (soprano), Fabio Ferraboschi (basso e chitarra), Erik Montanari (chitarra), Gigi Cavalli Cocchi (ritmiche e percussioni).
Nel corso della serata verranno proiettati brani tratti da “Il tuffo della rondine – Mostar”, del regista Stefano Savona. Il film-documentario, allegato al cofanetto, racconta il ritorno dell’artista reggiano a Mostar a 10 anni di distanza dai due concerti realizzati dai CSI.
Nel film Massimo Zamboni intervista alcuni dei protagonisti di quel travagliato periodo storico, che fecero la scelta di non prendere le armi, non schierandosi con nessuna delle parti in guerra.
L’incontro musicale è organizzato da Boorea, Pulse Media e dall’ufficio cinema del Comune di Reggio E.
UN BUSINESS FIORENTE CHE ORA ATTRAE ANCHE MARCHI NOBILI
CONSIGLIO: RIVOLGETEVI A UNA TIPOGRAFIA, NON ALLE CASE EDITRICI

Umberto Eco, quarant´anni fa, li chiamava "autori della quarta dimensione". Casalinghe inquiete e colonnelli in pensione, ragionieri in cerca di riscatto o mariti insoddisfatti, il bancario che ci ritira l´assegno o la vicina di pianerottolo. Talvolta anche giovani acculturati e sussiegosi, afflitti dal complesso dell´outsider.
Una comunità che vive parallela a quella riconosciuta, con le sue regole, le sue riviste, i suoi dizionari critico-biografici: alieni di un altro pianeta. Provvisti di doppio cognome o di ambizioni frustrate, incarnano il genio poetico nazionale: la nobile aspirazione alla scrittura che talvolta travalica e schiaccia la meno fulgida abitudine alla lettura.
Disposti a tutto pur di pubblicare: anche chiedere un prestito o sacrificare le vacanze, per un libro destinato a rimanere invisibile, "la quarta dimensione" appunto.
Se in quasi mezzo secolo tutto è cambiato - la società letteraria spazzata via dal mercato editoriale, la critica seppellita dalla promozione, Internet che apre nuovi spazi e imprevedibili orizzonti, i consumi culturali rivoluzionati dall´elettronica - il sotterraneo talento patrio resiste inalterabile, alimentando oggi come allora il business delle case editrice a pagamento. L´industria del genio italico, per dirla con Eco. L´ossatura del costume letterario nazionale.
L´identikit dell´aspirante scrittore può aver subito in questi decenni leggeri slittamenti. Meno blasonato (cade il doppio cognome), più ricco di medaglie pubbliche (l´assessore è una tipologia assai presente), più frequentemente di genere maschile, talvolta dotato di studio professionale avviato. La titolazione, no, quella è rimasta pressoché identica, specie nel genere lirico: a Mesti Palpiti e Cuore dolente citati da Eco fanno da pendant Il canto ammaliante della vita e Scampoli di gioia pescati in alcuni dei siti contemporanei.
Ma soprattutto immutata nel tempo si presenta quella che viene definita «la strategia acchiappapolli», tecnica felicemente sperimentata da questa schiera di pseudoeditori. Basta mettere a confronto l´esilarante analisi di Eco con le denunce che ripetutamente affiorano specie su Internet contro la "Quarta Dimensione"...
(CONTINUA DENTRO...)...




Anteprima gggiovane! C'è grande attesa per uscita di due agili libri, annunciata oggi: "Contro i giovani", dell'economista Tito Boeri, e "Il nichilismo dei giovani", del filosofo Umberto Galimberti.


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Povera Italia, poveri noi...
SISTEMA CHIUSO, FUTURO BLOCCATO / I RAS HANNO DIRITTO DI VETO SUI POCHI POSTI DI LAVORO (FISSO)... CHIEDENDO IN CAMBIO FEDELTA' ASSOLUTA. E i "protetti", riconoscenti, ascoltano ed eseguono. Sempre.
IL MEET-UP DI GRILLO PENSA A UN'ALLEANZA CON RABACCHI (clicca!)
Due approfondimenti molto interessanti
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Milioni di cittadini sono impegnati in associazioni, comitati, campagne, movimenti per fare quella che viene definita politica diffusa. Si tratta di organizzazioni e persone che vogliono influenzare le scelte politiche generali, ottenere il rispetto e la promozione dei diritti fondamentali, battersi per la difesa del proprio territorio. Ce ne sono molte altre che vorrebbero farlo, ma spesso non riescono a organizzarsi, non hanno gli strumenti giusti per dare concretezza alle proprie intenzioni. Oggi sono più di 220.000 le organizzazioni senza scopo di lucro impegnate nella società, con milioni di cittadini coinvolti. È la politica “in prima persona”, quella del “mi riguarda” di don Milani contro la delega e il professionismo politico. Questo libro ha due caratteristiche, una pratica, una più politica. Il libro vuole fornire una serie di informazioni, suggerimenti, indicazioni pratiche a chi – nella propria provincia, nel proprio quartiere – vuole darsi da fare per cambiare la società. Una specie di “che fare” della politica diffusa, un manuale per l’uso per chi vuole orientarsi nella vasta gamma di possibilità di impegnarsi dal basso, senza deleghe, in modo diretto. Come costituire un’associazione di promozione sociale? Come programmare le azioni di una campagna e di un’azione di pressione per costringere il proprio comune a cambiare politica? Come promuovere un progetto di solidarietà e una raccolta fondi, per esempio, per le attività dei Sem terra in Brasile? A queste e ad altre domande questo lavoro vuole dare alcune risposte e consigli pratici, utilizzando anche il racconto o la citazione di esperienze concrete (di successo) che testimoniano come molte delle indicazioni sulla carta siano state poi realizzate in pratica. La parte più politica del libro si incentra sulla riflessione e nelle proposte per riconsiderare – anche nel sistema politico e istituzionale – l’equilibrio delle diverse forme della politica nel nostro paese: quelle esercitate attraverso la rappresentanza elettorale e quelle che traggono fondamento nelle pratiche diffuse e dal basso. Il tema che qui si propone è quello della pari dignità (nella loro diversità) delle variegate forme della politica.

CALICETI STRONCA IL MODUS OPERANDI DI PANSA (BRAVO!)
"Ha ragione, Castagnetti. E' indubbio, infatti, che Pansa abbia attinto non poco, nella realizzazione di questi suoi libri, da altri libri, ricerche storiche, lavori già effettuati da altri, specie sul nostro territorio. E una delle cose che un po' disturba e un po' fa sorridere, non è tanto che qualcuno le ri-racconti, ma il sensazionalismo con cui lo fa. Più visibile nei "lanci" dei libri che nei libri stessi, ammettiamolo. Insomma, uno può riscaldare la stessa minestra riscaldata tutte le volte che vuole, ma fa un po' specie che la spacci ogni volta come ultima novità...
...L'altra cosa che fa un po' tristezza e un po' allegria, nel "lancio" di questi libri di Pansa, lo dico da reggiano, è che si parta sempre da un presupposto: Reggio Emilia è una città ferma nel tempo al dopoguerra. Non a caso lo spunto del nuovo libro avviene proprio ricordando come, nella presentazione reggiana de "La grande bugia" - penultimo libro del sequel pansiano -, un gruppo di dodici sedicenti "antifascisti militanti" l'attaccò pesantemente (sarebbero questi balordi i famosi "gendarmi della memoria" che danno il titolo al nuovo libro)...
...Ora, valeva la pena scrivere un libro su di loro? Sono dodici, non dodici milioni. E tra l'altro venivano da Roma, non erano di Reggio. Be', per Pansa ne vale la pena. Pansa li prende a rappresentanza di una grande fetta del nostro Paese. Pansa e il suo editore vedono quei dodici - che l'uffico stampa della sua casa editrice dovrebbe pagare - e capiscono che possono scrivere un'altra puntata della storia del dopoguerra. Pansa li prende a esempio - in modo assolutamente arbitrario - di tanta gente di Sinistra e non, in Italia, di oggi. Di tanta gente di Reggio Emilia. Non può che fare così, altrimenti lui cesserebbe di essere - almeno di fronte a se stesso - il Grande Rivelatore di Verità che Oggi Nessuno in Italia, almeno secondo lui, avrebbe il coraggio di dire. E tutto il giochino editoriale si spezzerebbe miseramente...
...Insomma, un unico consiglio per il bene di tutti, compreso quello di Pansa, crediamo: nessuno si sogni di contestaro di nuovo alla presentazione di questo suo nuovo libro. E se qualcuno ingaggia gente che arriva da fuori per contestarlo, blocchiamoli, finchè siamo in tempo. Così magari il prossimo libro di Pansa sarà veramente un nuovo libro. E magari racconti di storie più vicine a noi. Oltre che più vicine alla verità".
(Giuseppe Caliceti)
Zarathustra è ancora in trasferta in Versilia... rientrerà domani sera



È da poco uscito in libreria per i tipi della casa milanese Lampi di stampa, "Parrokkia progressive", un titolo curioso per un romanzo scritto da Renato Ceres, pseudonimo di uno scrittore reggiano.
Infatti il dipanarsi della trama di questo, che si potrebbe ascrivere al genere romanzo di formazione, ha per ambientazione il vivace mondo dei gruppi parrocchiali della città negli anni '70 e '80, che anche quando non sono citati espressamente risultano facilmente identificabili da chi a Reggio Emilia ha vissuto la stagione in cui "in chiesa si cantavano i pezzi di Neil Young e le suore fumavano le Stop senza filtro" come recita la quarta di copertina.
Esilaranti e sarcastici episodi si alternano a grottesche esperienze nelle quali una generazione - quella degli attuali quarantenni - può riconoscersi. Uno dei fili che legano i tredici capitoli è l'intrigante ricerca di un'identità nascosta quando l'autore racconta in prima persona; l'emergere del ricordo di alcuni episodi del suo passato e certe apparenti coincidenze del presente lo convincono di avere origini istriane, un'identità più del cuore che altro, forse il desiderio di avere una Patria perduta a cui tendere come ideale.
"Parrokkia progressive" è anche un canto di nostalgia per una fede giovanile vissuta tanto intensamente quanto forte è la disillusione per la realtà del presente. Chiudono i circoli e i bar parrocchiali; anche le chiese si trasformeranno in pub? Chi si nasconderà dietro il sardonico pseudonimo di Renato Ceres? Può un reggiano avere per cognome il nome di una birra danese, che è una parola portoghese, e per giunta essere convinto di provenire da una famiglia di profughi istriani?
**********
CASO CHIUSO, POLEMICA RIENTRATA, POSIZIONI CHIARITE
Ieri sera ci ha chiamati, in viva voce, il direttore di un importante quotidiano locale, garantendo "magnifiche sorti e progressive" e decretando, nel contempo, la ripresa del dialogo e dunque la sospensione dell'embargo (reciproco) in corso. Zarathustra ne prende volentieri atto e lo ringrazia: c'era sì bisogno di un intervento diplomatico e risolutore. Pietra sopra allora: si vada avanti guardando avanti, che c'è molto da fare.



È da poco uscito in libreria per i tipi della casa milanese Lampi di stampa, "Parrokkia progressive", un titolo curioso per un romanzo scritto da Renato Ceres, pseudonimo di uno scrittore reggiano.
Infatti il dipanarsi della trama di questo, che si potrebbe ascrivere al genere romanzo di formazione, ha per ambientazione il vivace mondo dei gruppi parrocchiali della città negli anni '70 e '80, che anche quando non sono citati espressamente risultano facilmente identificabili da chi a Reggio Emilia ha vissuto la stagione in cui "in chiesa si cantavano i pezzi di Neil Young e le suore fumavano le Stop senza filtro" come recita la quarta di copertina.
Esilaranti e sarcastici episodi si alternano a grottesche esperienze nelle quali una generazione - quella degli attuali quarantenni - può riconoscersi. Uno dei fili che legano i tredici capitoli è l'intrigante ricerca di un'identità nascosta quando l'autore racconta in prima persona; l'emergere del ricordo di alcuni episodi del suo passato e certe apparenti coincidenze del presente lo convincono di avere origini istriane, un'identità più del cuore che altro, forse il desiderio di avere una Patria perduta a cui tendere come ideale.
"Parrokkia progressive" è anche un canto di nostalgia per una fede giovanile vissuta tanto intensamente quanto forte è la disillusione per la realtà del presente. Chiudono i circoli e i bar parrocchiali; anche le chiese si trasformeranno in pub? Chi si nasconderà dietro il sardonico pseudonimo di Renato Ceres? Può un reggiano avere per cognome il nome di una birra danese, che è una parola portoghese, e per giunta essere convinto di provenire da una famiglia di profughi istriani?
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CASO CHIUSO, POLEMICA RIENTRATA, POSIZIONI CHIARITE
Ieri sera ci ha chiamati, in viva voce, il direttore di un importante quotidiano locale, garantendo "magnifiche sorti e progressive" e decretando, nel contempo, la ripresa del dialogo e dunque la sospensione dell'embargo (reciproco) in corso. Zarathustra ne prende volentieri atto e lo ringrazia: c'era sì bisogno di un intervento diplomatico e risolutore. Pietra sopra allora: si vada avanti guardando avanti, che c'è molto da fare.
NUOVO RECORD! Mercoledì 5/9: *3.162* visite! VIUUULENZZZ!
CAMEO! CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LE PRIME PIETRE (TOMBALI)...
BATTIBECCHI-NI! SANDRO RINCORRE IL 'NEMICO EDITORIALE' NELL'ALDILA': "MERITI INDISCUSSI, METODI DISCUTIBILI"
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MESSA DA REQUIEM (MOSSA PIU' CORAGGIOSA O PIU' OLTRAGGIOSA?)
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SENZA ENTRARE NEL MERITO O NEL DEMERITO DELLA FIGURA DEL DE CUIUS GAIUS MAXIMUM IN QUESTIONE, SE NON ALTRO PERCHE' SAREBBE DI CATTIVO E MACABRO GUSTO (E POI MICA LO CONOSCEVAMO, NOI, IL GRANDE DON RAFFE'...), DICIAMO SOLO CHE UN 'DE PROFUNDIS' (DICASI UNO, ALMENO!) PRIVO D'INUTILE POMPOSITA' E VISCIDA RETORICA CI VOLEVA PROPRIO, E QUALCUNO PRIMA O POI DOVEVA SPORCARSI LE MANI (D'INCHIOSTRO), CIOE' SCRIVERLO. BRAVO SANDRONE!

"Per certuni un personaggio ingombrante, per altri uno “squalo”, per altri ancora un “benefattore”. E’ morto Raffaele Crovi… Fu vera gloria per la cultura italiana?
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di Alessandro Scansani (direttore editoriale 'Diabasis')
...ANCHE DETTO 'RAF-FIELE CORVI'
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"Non ci eravamo tanto amati. Nonostante gli amici comuni, nonostante le comuni radici (la montagna e la “bassa” reggiana, il Concilio).
Dopo un breve periodo di dialogo intenso (tra cui un suo libro, alcuni autori proposti, la partecipazione a un’assemblea della casa editrice), avevamo preso atto, con inevitabile durezza, delle nostre diversità. Profonde.
Per Raffaele Crovi – geniale per molti aspetti come editore, acuto come scout letterario, capace organizzatore culturale, ma il cui libro più bello e più vero resta, io credo, “Le parole del padre” – era inconcepibile che qualcuno, piccolopiccolo, si sottraesse alla sua tutela, alla sua amicizia, all’assegnazione ex abrupto di una identità che doveva essere o diventare la tua, dentro al suo sistema di relazioni e alla scacchiera multipla della sua azione (editore, autore, consulente, organizzatore, scout…).
Di cui intendeva essere unico e assoluto regista.
Il fatto è che Diabasis aveva troppo vivo il senso dell’autonomia e della libertà, ed è troppo insofferente alle identità che ti danno gli altri o posticce, se è vero che paga questa caparbia autonomia identitaria da oltre vent’anni, nel sistema istituzionale e politico di Reggio Emilia. Non potevamo riconoscerci nella casa editrice di un luogo, perché non potevamo stare, consistere in un luogo, essendo tutto il progetto di Diabasis nella tensione continua tra globale universalità delle culture e locale appartenenza a una geografia umana, sociale, antropologica, nella curiosità esplorante, nell’avere un’Itaca (anche se abbiamo dato alla nostra una configurazione più lunga), ma nell’evaderla continuamente, nel cercare e amare gli incontri: altri uomini, altre città, altre culture e lingue, altri fiumi, mari.
Crovi ironizzava su quella che chiamava la mia tentazione permanente della mongolfiera; ma noi si teorizzava la contemporanea appartenenza e disappartenenza ai luoghi, e il rifiuto di una letteratura dei luoghi come marketing, a partita doppia; o come permanente epigonìa di un luogo-mastro o di un maestro di luogo.
Transpadana, la prima rivista identitaria della casa editrice, di cui – per un imbroglio – uscì solo uno sperimentale e incompiuto numero zero, voleva essere questo: lo strumento delle tensioni, delle andate e dei ritorni ma per ripartire, dell’abitare e del disabituare, e dell’abitare e disabitare degli altri.
Su questo Diabasis ha cresciuto la sua identità e il suo catalogo. Su questo ha consumato un dissidio profondo, molto profondo e molto capace di ferire. In modo profondo e molteplice. Ci separava anche il modo di concepire e fare editoria: un terreno sul quale pure abbiamo cercato di esprimere, con passi ancora incerti, una specifica identità. Selezionare i testi, fare editing, educare gli autori giovani, dialogare con essi. Su tutto abbiamo fatto valere quell’autonomia e quell’orgoglio caparbio di sé che Vittorini, di cui Crovi fu segretario, fece valere con Togliatti. Non senza offese e ferite, profonde e molteplici.
Gli avevo fatto gli auguri qualche tempo fa, quando avevo saputo della sua malattia da Giuseppe Benelli, nell’unico modo in cui sono capace: 'So che non ci ama, so che non ama la nostra libertà e indipendenza; ma so anche che è un leone. Le auguro con il cuore di farcela'.
Che ciò nulla tolga al riconoscimento di grandi capacità, testimonia il fatto che, di alcuni autori e libri del catalogo Camunia (la sua creatura più sua, e anche più strategicamente pensata), Diabasis sarà la prossima casa editrice. Di altri vorrebbe poterlo essere".
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"CROVI? UN 'CROHN' CHE DIVORAVA I SUOI FIGLI"
"Sottoscrivo in toto ciò che Alessandro ha scritto in questa mail spedita a soci, autori e nostri lettori, giuntami questa sera. In breve: nel 1998 Crovi - io in ospedale per la mia malattia, il Crohn - con un abile colpo di mano convinse, con arte, l’editore della rivista “Origini” (creatura mia e di Marisa Vescovo, quadrimestrale di segno e letteratura, Ed. La Scaletta - San Polo d’Enza, RE - tirata in 3500 copie ad ogni uscita - finanziariamente in attivo) … rivista che dirigevo letterariamente, di affidargli la direzione della stessa, riuscendoci. Io, tornato, preso atto del ‘golpe’, rimasi in redazione, ma mai, ovviamente, corse buon sangue col Raffaele nazionale. Nel 2000 la rivista naufragò, rovinosamente, dopo 14 anni di onorata attività. Ciò non toglie che auguri a Crovi un buon aldilà e che Giustizia Divina sia fatta".
(Gian Ruggero Manzoni)
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(GIA': MICA POTEVAMO SORBIRCI LE MELASSE AUTOREFERENZIALI DI QUELLA PREFICA DI 'CALICE AMARO' - PERALTRO GIA' 'VEDOVO' INCONSOLABILE DI COSTA E TONDELLI - SENZA BATTER CIGLIO E TASTO, NO? CHE SE NOI SIAMO I 'FABRIZIO CORONA DI CASALGRANDE', COME HA SCRITTO, POTREMMO ALTRETTANTO SCHERZOSAMENTE DIRE CHE LUI E' IL 'GABRIELE PAOLINI DELLE CERIMONIE FUNEBRI NEL TRATTO D'ITALIA COMPRESO TRA REGGIO EMILIA E MOLFETTA'.
E ANCORA: POTEVAMO ACCONTENTARCI, POI, DI UN DOGANIERE SOLITAMENTE ASSENTE E TONITRUANTE CHE, PUFF!, D'UN TRATTO RIAPPARE SU CARTA PER UNA DOPPIETTA EPITAFFICA IN CAUDA - OVVIAMENTE SENZA VENENUM - ALL'EPIGRAFE AGIO/PLAGIOGRAFICA VERGATA DA UN QUOTIDIANO CHE DA TEMPO, E' IL COLMO, HA ABOLITO LA TERZA PAGINA E CHE, AL MASSIMO, CIOE' AL MINIMO, LA 'RIESUMA' PER I FUNERALI ECCELLENTI?)
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Dopo aver rifiutato un pubblico commento sulla morte di Pier Paolo Pasolini, il poeta Giorgio Caproni così motivò - in versi - il suo silenzio:
"Caro Pier Paolo...
Il bene che ci volevamo
- lo sai - era puro.
E puro è il mio dolore.
Non voglio pubblicizzarlo.
Non voglio, per farmi bello,
fregiarmi della tua morte
come di un fiore all’occhiello".
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RIGOR MORTIS (post scriptum). Onore al 'Giornale di Reggio', che nell'edizione di oggi ha giustamente rilanciato gli argomenti dello scontro politico-culturale-personale latente (ex post, post-mortem) tra il 'libridinoso' e bulimico Raffaele e l'asceta e anoressico Sandro
CAMEO! CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LE PRIME PIETRE (TOMBALI)...
BATTIBECCHI-NI! SANDRO RINCORRE IL 'NEMICO EDITORIALE' NELL'ALDILA': "MERITI INDISCUSSI, METODI DISCUTIBILI"
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MESSA DA REQUIEM (MOSSA PIU' CORAGGIOSA O PIU' OLTRAGGIOSA?)
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SENZA ENTRARE NEL MERITO O NEL DEMERITO DELLA FIGURA DEL DE CUIUS GAIUS MAXIMUM IN QUESTIONE, SE NON ALTRO PERCHE' SAREBBE DI CATTIVO E MACABRO GUSTO (E POI MICA LO CONOSCEVAMO, NOI, IL GRANDE DON RAFFE'...), DICIAMO SOLO CHE UN 'DE PROFUNDIS' (DICASI UNO, ALMENO!) PRIVO D'INUTILE POMPOSITA' E VISCIDA RETORICA CI VOLEVA PROPRIO, E QUALCUNO PRIMA O POI DOVEVA SPORCARSI LE MANI (D'INCHIOSTRO), CIOE' SCRIVERLO. BRAVO SANDRONE!

"Per certuni un personaggio ingombrante, per altri uno “squalo”, per altri ancora un “benefattore”. E’ morto Raffaele Crovi… Fu vera gloria per la cultura italiana?
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di Alessandro Scansani (direttore editoriale 'Diabasis')
...ANCHE DETTO 'RAF-FIELE CORVI'
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"Non ci eravamo tanto amati. Nonostante gli amici comuni, nonostante le comuni radici (la montagna e la “bassa” reggiana, il Concilio).
Dopo un breve periodo di dialogo intenso (tra cui un suo libro, alcuni autori proposti, la partecipazione a un’assemblea della casa editrice), avevamo preso atto, con inevitabile durezza, delle nostre diversità. Profonde.
Per Raffaele Crovi – geniale per molti aspetti come editore, acuto come scout letterario, capace organizzatore culturale, ma il cui libro più bello e più vero resta, io credo, “Le parole del padre” – era inconcepibile che qualcuno, piccolopiccolo, si sottraesse alla sua tutela, alla sua amicizia, all’assegnazione ex abrupto di una identità che doveva essere o diventare la tua, dentro al suo sistema di relazioni e alla scacchiera multipla della sua azione (editore, autore, consulente, organizzatore, scout…).
Di cui intendeva essere unico e assoluto regista.
Il fatto è che Diabasis aveva troppo vivo il senso dell’autonomia e della libertà, ed è troppo insofferente alle identità che ti danno gli altri o posticce, se è vero che paga questa caparbia autonomia identitaria da oltre vent’anni, nel sistema istituzionale e politico di Reggio Emilia. Non potevamo riconoscerci nella casa editrice di un luogo, perché non potevamo stare, consistere in un luogo, essendo tutto il progetto di Diabasis nella tensione continua tra globale universalità delle culture e locale appartenenza a una geografia umana, sociale, antropologica, nella curiosità esplorante, nell’avere un’Itaca (anche se abbiamo dato alla nostra una configurazione più lunga), ma nell’evaderla continuamente, nel cercare e amare gli incontri: altri uomini, altre città, altre culture e lingue, altri fiumi, mari.
Crovi ironizzava su quella che chiamava la mia tentazione permanente della mongolfiera; ma noi si teorizzava la contemporanea appartenenza e disappartenenza ai luoghi, e il rifiuto di una letteratura dei luoghi come marketing, a partita doppia; o come permanente epigonìa di un luogo-mastro o di un maestro di luogo.
Transpadana, la prima rivista identitaria della casa editrice, di cui – per un imbroglio – uscì solo uno sperimentale e incompiuto numero zero, voleva essere questo: lo strumento delle tensioni, delle andate e dei ritorni ma per ripartire, dell’abitare e del disabituare, e dell’abitare e disabitare degli altri.
Su questo Diabasis ha cresciuto la sua identità e il suo catalogo. Su questo ha consumato un dissidio profondo, molto profondo e molto capace di ferire. In modo profondo e molteplice. Ci separava anche il modo di concepire e fare editoria: un terreno sul quale pure abbiamo cercato di esprimere, con passi ancora incerti, una specifica identità. Selezionare i testi, fare editing, educare gli autori giovani, dialogare con essi. Su tutto abbiamo fatto valere quell’autonomia e quell’orgoglio caparbio di sé che Vittorini, di cui Crovi fu segretario, fece valere con Togliatti. Non senza offese e ferite, profonde e molteplici.
Gli avevo fatto gli auguri qualche tempo fa, quando avevo saputo della sua malattia da Giuseppe Benelli, nell’unico modo in cui sono capace: 'So che non ci ama, so che non ama la nostra libertà e indipendenza; ma so anche che è un leone. Le auguro con il cuore di farcela'.
Che ciò nulla tolga al riconoscimento di grandi capacità, testimonia il fatto che, di alcuni autori e libri del catalogo Camunia (la sua creatura più sua, e anche più strategicamente pensata), Diabasis sarà la prossima casa editrice. Di altri vorrebbe poterlo essere".
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"CROVI? UN 'CROHN' CHE DIVORAVA I SUOI FIGLI"
"Sottoscrivo in toto ciò che Alessandro ha scritto in questa mail spedita a soci, autori e nostri lettori, giuntami questa sera. In breve: nel 1998 Crovi - io in ospedale per la mia malattia, il Crohn - con un abile colpo di mano convinse, con arte, l’editore della rivista “Origini” (creatura mia e di Marisa Vescovo, quadrimestrale di segno e letteratura, Ed. La Scaletta - San Polo d’Enza, RE - tirata in 3500 copie ad ogni uscita - finanziariamente in attivo) … rivista che dirigevo letterariamente, di affidargli la direzione della stessa, riuscendoci. Io, tornato, preso atto del ‘golpe’, rimasi in redazione, ma mai, ovviamente, corse buon sangue col Raffaele nazionale. Nel 2000 la rivista naufragò, rovinosamente, dopo 14 anni di onorata attività. Ciò non toglie che auguri a Crovi un buon aldilà e che Giustizia Divina sia fatta".
(Gian Ruggero Manzoni)
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(GIA': MICA POTEVAMO SORBIRCI LE MELASSE AUTOREFERENZIALI DI QUELLA PREFICA DI 'CALICE AMARO' - PERALTRO GIA' 'VEDOVO' INCONSOLABILE DI COSTA E TONDELLI - SENZA BATTER CIGLIO E TASTO, NO? CHE SE NOI SIAMO I 'FABRIZIO CORONA DI CASALGRANDE', COME HA SCRITTO, POTREMMO ALTRETTANTO SCHERZOSAMENTE DIRE CHE LUI E' IL 'GABRIELE PAOLINI DELLE CERIMONIE FUNEBRI NEL TRATTO D'ITALIA COMPRESO TRA REGGIO EMILIA E MOLFETTA'.
E ANCORA: POTEVAMO ACCONTENTARCI, POI, DI UN DOGANIERE SOLITAMENTE ASSENTE E TONITRUANTE CHE, PUFF!, D'UN TRATTO RIAPPARE SU CARTA PER UNA DOPPIETTA EPITAFFICA IN CAUDA - OVVIAMENTE SENZA VENENUM - ALL'EPIGRAFE AGIO/PLAGIOGRAFICA VERGATA DA UN QUOTIDIANO CHE DA TEMPO, E' IL COLMO, HA ABOLITO LA TERZA PAGINA E CHE, AL MASSIMO, CIOE' AL MINIMO, LA 'RIESUMA' PER I FUNERALI ECCELLENTI?)
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Dopo aver rifiutato un pubblico commento sulla morte di Pier Paolo Pasolini, il poeta Giorgio Caproni così motivò - in versi - il suo silenzio:
"Caro Pier Paolo...
Il bene che ci volevamo
- lo sai - era puro.
E puro è il mio dolore.
Non voglio pubblicizzarlo.
Non voglio, per farmi bello,
fregiarmi della tua morte
come di un fiore all’occhiello".
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RIGOR MORTIS (post scriptum). Onore al 'Giornale di Reggio', che nell'edizione di oggi ha giustamente rilanciato gli argomenti dello scontro politico-culturale-personale latente (ex post, post-mortem) tra il 'libridinoso' e bulimico Raffaele e l'asceta e anoressico Sandro
Sì, siamo in ferie da blog... ma un minimo di copertura la garantiamo

MINIMALIA
ALTRI REFUSI... Nel pregevole libretto (96 pp.) coi tanti appuntamenti di "Restate '07", edito dal Comune di Reggio, abbiamo scovato due "dispetti satanici": il primo a pag. 20, dove si legge di un certo "Giovanni Roboni" (che si tratti del più famoso e compianto Raboni?); l'altro a pag. 49, dov'è scritto "Porche" (All'inferno ci vado in) anziché Porsche.


SFREGIATO IL TITOLO? UN APOSTROFO VERO, APOCRIFO O POSTICCIO?
ANTEPRIMA! Mercoledì esce la ristampa di "Assenti i brigadieri", fortunata opera poetica di Gianpar (in abbinamento facoltativo con L'Informazione a 1,90 euro in più). Presentazione la sera stessa alla discoteca estiva 'Moro' (Modena)... Ma c'è un giallo che s'insinua nella 'notte rosa' della cultura reggiana, un giallo il cui tam-tam rimbalza da Manhattan al Caucaso...
Il titolo della riedizione, infatti, "Rimmel dall'assenza", sembrerebbe stampato senza la naturale spaziatura (determinata dall'apostrofo) tra la "l" e la "a", così che le ultime due parole risultano essere visivamente attaccate (un effetto ottico? mah: mai effetto ottico fu così realistico...). "Dallassenza", già: tipo Dallamericaruso (Lucio Dalla), tipo Dellamorte dellamore (Tiziano Sclavi).
L'allievo di Lele Crovi, scoperto una ventina d'ani fa da Pigi Paterlini, non ci sta e grida al complotto, al sabotaggio editoriale: "Temo ci sia lo zampino della 'Gradisca'... chiederò subito spiegazioni (esigo delle scuse)... hanno trattato meglio quello sfigato di Mimmi di me... Ho già dalla mia tutti i doganieri: assenti da anni, hanno deciso di farsi vivi per vendicare l'affronto... Chiederò a Ghiggini di punirli per benino con un editoriale dei suoi, dimodoché l'onta venga lavata via subito, sulla prima pagina dell'Informazione...
Ah, ho un messaggio anche per i 'finti amici' di 'If': alla luce di quanto è successo, la copertina del numero uscito oggi è un pugno nello stomaco, un coltello nella piaga: no, questo non me lo dovevate fare...".
*****
A proposito di spaziature mancanti o sospette...
Proprio oggi, sul Corriere della Sera, nel sottotitolo dell'apertura di pag. 5 c'è uno spazio di troppo tra parentesi e lettera: "...( An)...". A pag. 6, quindi, un altro spazio dubbio: quello tra le virgolette e lettera: "...< Avrà la cittadinanza>" (o almeno così sembra).
LA CASSAZIONE: "I GIORNALI SONO I CANI DA GUARDIA DELLA DEMOCRAZIA E DELLE ISTITUZIONI... ANCHE DI QUELLE GIUDIZIARIE". NOTIZIONA: I MAGISTRATI NON SONO INTOCCABILI
La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la condanna a sei mesi di reclusione inflitta dalla Corte d'Appello di Brescia a Vittorio Feltri per diffamazione a mezzo stampa. Nell'articolo "incriminato" veniva commentato in modo polemico l'operato del pool Mani pulite e, fra gli altri, del magistrato Gherardo Colombo. In particolare, era stata contestata l'affermazione: "A un certo punto la macchina si ferma o meglio va avanti solo per incastrare Berlusconi". Per quanto aspra, la critica sull'imparzialità della magistratura è espressione della libertà d'opinione.
"Innanzitutto - si legge in uno dei passaggi chiave della sentenza della Suprema Corte - in linea teorica non può negarsi che la critica sia legittima anche quando ha ad oggetto l'attività giudiziaria. La libertà di manifestazione del (proprio) pensiero garantito dall'art. 21 Cost. come dall'art. 10 della Convenzione EDU, include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee o critiche su temi d'interesse pubblico, dunque soprattutto sui modi d'esercizio del potere qualunque esso sia, senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche". Non è tutto. "Il ruolo fondamentale nel dibattito democratico - continua il collegio - svolto dalla libertà di stampa non consente in altri termini di escludere che esso si esplichi in attacchi al potere giudiziario". Insomma, "i giornali sono i cani da guardia della democrazia e delle istituzioni, anche giudiziarie".
GIUSTIZIA PER ARNO FRANZONI! (MESSO ALLA GOGNA SENZA MOTIVO!)
*****
UNA MAIL DI OGGI...
"Ciao Ciro, sono seduto sul cesso dell'hotel, appena rientrato dalla fabbrica dove abbiamo appena finito di montare uno spettacolare esempio di alta tecnologia italiana all'avanguardia nel mondo (sai, vado fiero di lavorare x il mio capo supremo Enrico G...). Qui non si sta male, anche se le strafiche o fichette di Reggio tutte minigonnate e slacciate in questo periodo estivo mi mancano un po'... Qui sono tutte double human size (cioe' con una di queste ce ne fai almeno tre delle nostre pollastrelle... sob!), sembra che sia l'alimentazione sfrenata da fast food e le continue 'coca cola' che si bevono a farle ingrassare cosi'... ti mando due foto che mi avevi chiesto un milione di anni fa, certo di farti piacere". (Un montatore, in tutti i sensi)
*****
RICEVIAMO E DIFFONDIAMO
"Le associazioni culturali Talento e Telecitofono hanno unito le forze per organizzare sabato 7 luglio allo Stadio Mirabello "Acqua-Aria-Fuoco-Terra", una giornata di riflessione sul clima e su quanto la cultura, l'arte e un diverso modo di pensare possa contribuire a voler bene al territorio in cui viviamo e quindi al mondo nel suo complesso.
Vorremmo chiedere alle associazioni, alle realtà che si occupano di ambiente (da un contesto culturale, sociale o artistico) di aderire all'iniziativa aiutandoci a potenziare l'offerta, proponendo attività, producendo materiali informativi ad hoc, portando la propria "cultura" specifica all'interno del progetto. O anche semplicemente dando una mano a diffondere e invitare la città a vivere questo momento assolutamente gratuito e realizzato come momento di riflessione e di ritrovo, per lanciare un segnale che il clima, l'ambiente e l'ecologia possono diventare anche un momento di festa e di partecipazione della città.
Stiamo ancora definendo il programma e se avete suggerimenti o proposte, naturalmente contestuali al tema della serata...
In sintesi, il programma provvisorio è il seguente:
- tardo pomeriggio: incontro con il climatologo Luca Mercalli e aperitivo (luogo e orario ancora da definire, stiamo aspettando risposta)
- ore 20: attività di animazione, stand, banchetti, distribuzione materiali ecocompatibili
- ore 21: incontro pubblico, ha già dato la sua disponibilità Walter Ganapini
- ore 22: proiezione gratuita del documentario "Una verità scomoda" di Al Gore.
Qui abbiamo sintetizzato molto... Ora vorremmo ricevere disponibilità, idee e un aiuto perché vorremmo che all'iniziativa aderissero e partecipassero, nonostante il nostro "ritardo" (vi assicuriamo che è nata da pochi giorni), tutte le persone, i cittadini o le associazioni che vogliono confrontarsi sul futuro della nostra comunità e, quindi, anche del mondo in cui stiamo vivendo. Qualsiasi disponibilità e aiuto è benvenuto!".
*****
Paolo Nori, "Tre discorsi in anticipo e uno in ritardo" (DeriveApprodi)
«Io quando sento qualcuno che dice di essere un filantropo, mi vengono in mente quelli che dicono: io sono una persona corretta»
Quattro discorsi: su Santiago Calatrava, il celebre architetto che ha progettato il nuovo ponte per l'alta velocità a Reggio Emilia (e anche un casello autostradale e qualcos'altro sempre a Reggio); sul Gabbiano di Chechov che pare sia uguale al Giardino dei ciliegi; sulle scimmie che stando ad alcune testimonianze girano per un parco di Bologna (ma per qualcun altro sono tutte morte); sulla canzone popolare o meglio sulla canzone che scalerà le hit dopo il prossimo festival di Sanremo e che si chiamerà Per i vivi di Reggio Emilia.
Quattro discorsi che vale la pena di ascoltare.
Nori è nato a Parma nel 1963. Ha pubblicato dei romanzi, il secondo si intitola "Bassotuba non c’è", il penultimo "Noi la farem vendetta"

MINIMALIA
ALTRI REFUSI... Nel pregevole libretto (96 pp.) coi tanti appuntamenti di "Restate '07", edito dal Comune di Reggio, abbiamo scovato due "dispetti satanici": il primo a pag. 20, dove si legge di un certo "Giovanni Roboni" (che si tratti del più famoso e compianto Raboni?); l'altro a pag. 49, dov'è scritto "Porche" (All'inferno ci vado in) anziché Porsche.


SFREGIATO IL TITOLO? UN APOSTROFO VERO, APOCRIFO O POSTICCIO?
ANTEPRIMA! Mercoledì esce la ristampa di "Assenti i brigadieri", fortunata opera poetica di Gianpar (in abbinamento facoltativo con L'Informazione a 1,90 euro in più). Presentazione la sera stessa alla discoteca estiva 'Moro' (Modena)... Ma c'è un giallo che s'insinua nella 'notte rosa' della cultura reggiana, un giallo il cui tam-tam rimbalza da Manhattan al Caucaso...
Il titolo della riedizione, infatti, "Rimmel dall'assenza", sembrerebbe stampato senza la naturale spaziatura (determinata dall'apostrofo) tra la "l" e la "a", così che le ultime due parole risultano essere visivamente attaccate (un effetto ottico? mah: mai effetto ottico fu così realistico...). "Dallassenza", già: tipo Dallamericaruso (Lucio Dalla), tipo Dellamorte dellamore (Tiziano Sclavi).
L'allievo di Lele Crovi, scoperto una ventina d'ani fa da Pigi Paterlini, non ci sta e grida al complotto, al sabotaggio editoriale: "Temo ci sia lo zampino della 'Gradisca'... chiederò subito spiegazioni (esigo delle scuse)... hanno trattato meglio quello sfigato di Mimmi di me... Ho già dalla mia tutti i doganieri: assenti da anni, hanno deciso di farsi vivi per vendicare l'affronto... Chiederò a Ghiggini di punirli per benino con un editoriale dei suoi, dimodoché l'onta venga lavata via subito, sulla prima pagina dell'Informazione...
Ah, ho un messaggio anche per i 'finti amici' di 'If': alla luce di quanto è successo, la copertina del numero uscito oggi è un pugno nello stomaco, un coltello nella piaga: no, questo non me lo dovevate fare...".
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A proposito di spaziature mancanti o sospette...
Proprio oggi, sul Corriere della Sera, nel sottotitolo dell'apertura di pag. 5 c'è uno spazio di troppo tra parentesi e lettera: "...( An)...". A pag. 6, quindi, un altro spazio dubbio: quello tra le virgolette e lettera: "...< Avrà la cittadinanza>" (o almeno così sembra).
La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la condanna a sei mesi di reclusione inflitta dalla Corte d'Appello di Brescia a Vittorio Feltri per diffamazione a mezzo stampa. Nell'articolo "incriminato" veniva commentato in modo polemico l'operato del pool Mani pulite e, fra gli altri, del magistrato Gherardo Colombo. In particolare, era stata contestata l'affermazione: "A un certo punto la macchina si ferma o meglio va avanti solo per incastrare Berlusconi". Per quanto aspra, la critica sull'imparzialità della magistratura è espressione della libertà d'opinione.
"Innanzitutto - si legge in uno dei passaggi chiave della sentenza della Suprema Corte - in linea teorica non può negarsi che la critica sia legittima anche quando ha ad oggetto l'attività giudiziaria. La libertà di manifestazione del (proprio) pensiero garantito dall'art. 21 Cost. come dall'art. 10 della Convenzione EDU, include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee o critiche su temi d'interesse pubblico, dunque soprattutto sui modi d'esercizio del potere qualunque esso sia, senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche". Non è tutto. "Il ruolo fondamentale nel dibattito democratico - continua il collegio - svolto dalla libertà di stampa non consente in altri termini di escludere che esso si esplichi in attacchi al potere giudiziario". Insomma, "i giornali sono i cani da guardia della democrazia e delle istituzioni, anche giudiziarie".
GIUSTIZIA PER ARNO FRANZONI! (MESSO ALLA GOGNA SENZA MOTIVO!)
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UNA MAIL DI OGGI...
"Ciao Ciro, sono seduto sul cesso dell'hotel, appena rientrato dalla fabbrica dove abbiamo appena finito di montare uno spettacolare esempio di alta tecnologia italiana all'avanguardia nel mondo (sai, vado fiero di lavorare x il mio capo supremo Enrico G...). Qui non si sta male, anche se le strafiche o fichette di Reggio tutte minigonnate e slacciate in questo periodo estivo mi mancano un po'... Qui sono tutte double human size (cioe' con una di queste ce ne fai almeno tre delle nostre pollastrelle... sob!), sembra che sia l'alimentazione sfrenata da fast food e le continue 'coca cola' che si bevono a farle ingrassare cosi'... ti mando due foto che mi avevi chiesto un milione di anni fa, certo di farti piacere". (Un montatore, in tutti i sensi)
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RICEVIAMO E DIFFONDIAMO
"Le associazioni culturali Talento e Telecitofono hanno unito le forze per organizzare sabato 7 luglio allo Stadio Mirabello "Acqua-Aria-Fuoco-Terra", una giornata di riflessione sul clima e su quanto la cultura, l'arte e un diverso modo di pensare possa contribuire a voler bene al territorio in cui viviamo e quindi al mondo nel suo complesso.
Vorremmo chiedere alle associazioni, alle realtà che si occupano di ambiente (da un contesto culturale, sociale o artistico) di aderire all'iniziativa aiutandoci a potenziare l'offerta, proponendo attività, producendo materiali informativi ad hoc, portando la propria "cultura" specifica all'interno del progetto. O anche semplicemente dando una mano a diffondere e invitare la città a vivere questo momento assolutamente gratuito e realizzato come momento di riflessione e di ritrovo, per lanciare un segnale che il clima, l'ambiente e l'ecologia possono diventare anche un momento di festa e di partecipazione della città.
Stiamo ancora definendo il programma e se avete suggerimenti o proposte, naturalmente contestuali al tema della serata...
In sintesi, il programma provvisorio è il seguente:
- tardo pomeriggio: incontro con il climatologo Luca Mercalli e aperitivo (luogo e orario ancora da definire, stiamo aspettando risposta)
- ore 20: attività di animazione, stand, banchetti, distribuzione materiali ecocompatibili
- ore 21: incontro pubblico, ha già dato la sua disponibilità Walter Ganapini
- ore 22: proiezione gratuita del documentario "Una verità scomoda" di Al Gore.
Qui abbiamo sintetizzato molto... Ora vorremmo ricevere disponibilità, idee e un aiuto perché vorremmo che all'iniziativa aderissero e partecipassero, nonostante il nostro "ritardo" (vi assicuriamo che è nata da pochi giorni), tutte le persone, i cittadini o le associazioni che vogliono confrontarsi sul futuro della nostra comunità e, quindi, anche del mondo in cui stiamo vivendo. Qualsiasi disponibilità e aiuto è benvenuto!".
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Paolo Nori, "Tre discorsi in anticipo e uno in ritardo" (DeriveApprodi)
«Io quando sento qualcuno che dice di essere un filantropo, mi vengono in mente quelli che dicono: io sono una persona corretta»
Quattro discorsi: su Santiago Calatrava, il celebre architetto che ha progettato il nuovo ponte per l'alta velocità a Reggio Emilia (e anche un casello autostradale e qualcos'altro sempre a Reggio); sul Gabbiano di Chechov che pare sia uguale al Giardino dei ciliegi; sulle scimmie che stando ad alcune testimonianze girano per un parco di Bologna (ma per qualcun altro sono tutte morte); sulla canzone popolare o meglio sulla canzone che scalerà le hit dopo il prossimo festival di Sanremo e che si chiamerà Per i vivi di Reggio Emilia.
Quattro discorsi che vale la pena di ascoltare.
Nori è nato a Parma nel 1963. Ha pubblicato dei romanzi, il secondo si intitola "Bassotuba non c’è", il penultimo "Noi la farem vendetta"
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Arriva il "manuale del supereroe scolastico" di Ivano Bariani: "In Italia non si muore di camorra, ma di scuola e precariato"
“In Italia non si muore di camorra, ma di scuola e precariato. La camorra è solo una delle tante organizzazioni che sfrutta il lavoro dei giovani, ma al pari del precariato esasperato”. Ne è convinto Ivano Bariani, 26enne di Reggio Emilia, editor freelance per diverse case editrici, fondatore con il giornalista Francesco Borgonovo della rivista letteraria online 'Frenulo a mano' e da poco sugli scaffali delle librerie con il terzo romanzo: “Il Precursore. Manuale del supereroe scolastico”. Un libro in parte autobiografico, che ripercorre con l’ausilio della fantasia la storia del suo gruppo di amici del liceo, per poi concentrarsi sul protagonista, “un tipico bullo, uno di quei ragazzi che c’è sempre in tutte le classi”.
Ecco un noir che inizia con un delitto, per compiere poi un viaggio a ritroso alla scoperta del Precursore, alias Giovanni: “Uno che sottoscriveva contratti di telefonia mobile che prevedessero la ricarica del credito per ogni telefonata ricevuta e poi spargeva il suo numero su tutti i giornali di annunci economici che conosceva, sotto messaggi tipo 'AAA regalo parecchia roba a prezzi stracciati. Chiamatemi presto'...”.
Un giallo, quindi, perché “volevo evitare che mi fosse attaccata l’etichetta di scrittore dei giovani, come era accaduto per il primo libro”. Ma soprattutto un pretesto per raccontare come si invecchia in Italia. E attenzione: Bariani non si riferisce agli anziani, quanto ai giovani. Costretti a diventare vecchi troppo in fretta dalla società di oggi. “Quando esci dalla scuola in Italia sei già vecchio, disilluso sul mondo e senza collocazione possibile. Penso ai miei ex compagni di università: vivono quasi tutti situazioni drammatiche e non riescono a mantenersi fuori di casa. Quando il precariato diventa una condizione costante e esasperata è normale che si finisca poi a desiderare il posto fisso. Il fatto è che non ci sono alternative reali. Così diventiamo tutti vecchi prima...”. (Nicole Cavazzuti, 19/6))
SINISTRA, SVEGLIA!









ODONTOTECNICO BATTE GIOCATORE DI BASKET 1-0
ALSO SPRACH ANGELO ROVATI (BUUU!!!)
«Com'è possibile che un odontotecnico in pochi anni arrivi al vertice del sistema finanziario italiano? Che manovrasse miliardi di lire, milioni di euro? Chi gli ha dato tutti quei soldi? Diego Della Valle in un'intervista aveva definito Ricucci "lanzichenecco della finanza". Lui si era risentito, anche perché non aveva capito bene: "Lanzinechecco a me? Lanzinechecco uno che se tromba 'a Falchi tutte le sere?"».
ALSO SPRACH STEFANO RICUCCI (GRANDE!!!)
''Lui mi disse che aveva giocato a basket. Se vogliamo parlarne c'e' anche da domandarsi come puo' aver fatto uno che faceva il giocatore di basket a costruire tutte quelle societa' immobiliari, come risulta dall'inchiesta fatta dal Giornale, e poi a diventare consigliere di Prodi''.
*****
Blog-addiction, blog-obsession
Sabato (ieri): *1.905* visite; venerdì: *1.873* visite
Foto esclusive "rubate" dal cellulare di Francesco Aliberti

Una marea (una "purea") di persone, arrivate dall'intera provincia, ascolta Massimo Cotto (già direttore di "Rockstar" e prolifico autore alibertiano), addetto speciale agli onori di casa. Il giornalista-scrittore ha intervistato Luca Carboni, in libreria con la biografia "Segni del tempo"
.
Due muse in galleria, reduci da un vinello niente male (quella a destra è l'editor-editorialista Francesca Parravicini). E ancora: l'editore reggiano Francesco Aliberti, cioè uno dei soci-titolari di "Edicolé", che è un 'point' Mondadori, abbraccia - con trasporto emotivo, rapimento intellettuale - il Sommo Zarathustra (maestro cerimoniere, maestro querimoniere)
.
L'assessore alla Cultura di Reggio Giovanni Catellani (immancabilmente in abito scuro) chiede preziosi consigli a un divertito Zarathustra, appena nominato suo 'spin doctor' di fiducia (ancor meglio: "script doctor"). A destra: l'emilianissimo Carboni confessa una fans
*****
Bel pomeriggio di sole, ricco buffet dolce e salato (roba da "gelato al cioccolato", cfr. Malgioglio), sorrisi e strette di mano, locali nuovi di pacca da 'bagnare' a suon di spumante e tartine, casalinghe disperate e "imbucati" disparati, vip compresi.
Il giovane e preparato neolibraio Luca Conte con la barba di cinque giorni (molto radical-chic), il giovane sindaco di Novellara con la figlioletta in spalla, un eccitato Ivo Gazzini che sistema gli ultimi libri, Miriam Zanetti e figlia 'very nice' quasi maggiorenne con jeans a vita bassa che aspetta il di lei padre, Luca Carboni che indossa Ray-Ban neri degli (dagli) anni Ottanta, Beppe Cottafavi meno spettinato - cioè meno "sputtanato" - del solito (mettetegli due baffetti da sparviero e vi sembrerà Dalì...la di Lazzaro), Matteo "Teo" Aliberti, fratello di Francesco, che sfodera buon umore a manetta (ah, bello il Suv, cioè la Jeep...), lo stesso Francesco che, conoscendo il suo pollo (Zarathustra talvolta è molto pollo...), ci presenta la giovane e splendida moglie (davvero un balsamo per i nostri stanchi e comunque privilegiati occhi d'osservatori mondani, di testimoni oculari della 'decadence' cittadina), quindi le due angeliche figliolette-capolavoro, candidamente 'cherubine', completamente biancovestite.
Poi Cotto con i suoi occhiali arancioni, Veronica che sta sempre in mezzo ai numeri (stavolta sono quelli della cassa), Billo che presenta la morosa (ma non a noi...), l'assessore Catellani che ancora una volta la pensa come noi.

Oggi, ad esempio, si è tutti d'accordo sul fatto che il collega Mimmo sia - per dirla con grande ammirazione - una sorta di 'genio e sregolatezza', dunque esposto, cioè incline, al 'daimon' dell'indecifrabilità, ovvero: nell'ultimo rovente anno non è risultato incompreso perché impopolare, bensì, al contrario, è risultato impopolare proprio perché, come tutti i 'genius', profondamente incompreso... detto ciò, dalla 'notte bianca' in poi, e comunque - forse soprattutto - anche grazie ai positivi effetti della sua recente love-story (queste l'insistente gossip che arriva dal Palazzo), è molto ma molto migliorato, sia caratterialmente che politicamente (oggi è distensivo, ricettivo, dialogante, collaborativo, risolutivo): non si sottrae mai al confronto, sorride più spesso e parla con tutti, si fa trovare al telefono dai giornalisti e anzi capita che prenda lui stesso (o chi per lui) l'iniziativa di alzare la cornetta. Messaggi, quelli da lui lanciati alla città, che hanno il pregio del coraggio e della fermezza d'intenti, quasi sempre anche della lucidità strategica... ebbene: lo Spadoni-restyling è già, di fatto, una Spadoni-renaissance: lui che da ranocchio dello stagno, da Calimero piccolo e nero, da parafulmine di colpe altrui e/o mali comuni, da capro espiatorio immolato sull'altare del riottoso-rissoso qualunquismo di stampo politico-mediatico, d'origine rional-borghese, ha saputo risorgere e 'ri-generarsi' dalle sue stesse ceneri di "Arabo (Erebo, Eremo) Infelice". Un Uberto recuperato a se stesso e, quel che più conta, al centro storico, un centro che, finalmente, per merito suo, cambierà aspetto e crescerà sull'onda lunga - e anomala - della sua ritrovata e rilanciata voglia d'amore (cherchez la femme!), quindi della sua giustamente 'riabilitata', 'ristabilita' immagine d'urbanista convinto e vincente. Bene, bravo, bis...!
Che altro dire, mi sa proprio che ci ritorneremo - e anche presto - in piazza Unità d'Italia n. 62: magari accompagnati da Di Nuzzo (alias Ron Biber), venerdì scorso impegnato altrove, oppure, perché no, in compagnia degli amici e duellanti rusticani "Nic e Gian", ovvero i 'dioscuri' dell'editoria reggiana, sempre in lizza (cioè in pista, in piazza, in lotta, in ressa) per contendersi lo "ius primae noctis" alibertiano.

SCOOP! Ecco, in anteprima, il testo della pregnante canzone, scritta per l'occasione!, eseguita l'altra sera dal vivo, a due voci, in piazza a Novellara, dall'inedita coppia canora Carboni-Catellani
Musica di "Silvia lo sai" (1987) - (Inalterate metrica e melodia!)
(RIT.) "Graziano lo sai / lo sai che Mimmo va in buca ancora...
Graziano chissà / chissà se a Mimmo ci pensi ancora...
Graziano lo sai / che Mimmo è a casa con la tipa..."
(STROFA 1)
"La maglia della Regia
sette giorni su sette
pochi massaggi, molti dribbling
che gran rottura di balle...
Un dio cattivo e noioso
preso andando a dottrina
come un arbitro severo fischiava
ce l'avevano tutti con lui..."
Disdire - fare - rinviare
occhio, questo è un voto che ci può salvare...
(STROFA 2)
"A salvarci erano, invece, certe mozioni
che uscivano dalla mano di Livio (Ramolini - ndr)
con lei seduta a dettar correzioni...
che buffo era Mimmo, mentre provava a tenerle la mano
non potevo non prenderli in giro,
ma capivo che nasceva qualcosa di strano..."
... e come è strano incontrarli
Graziano aspetta, aspetta debbo parlarti...

(RIT.) "Graziano lo sai,
lo sai che Mimmo va in buca ancora
Graziano lo sai, lo sai che Mimmo lo fa ogni ora
Graziano chissà, chissà se a Mimmo ci pensi ancora
Graziano lo sai, che Mimmo è a casa che sta bene..."
(STROFA 3)
"I comitati non chiedevano mai
se eravamo felici
Graziano, tu ridevi e scherzavi
Mimmo invece non parlava mai...
Che profumo la piazza di sera
le sere di giugno
Mimmo che botte dai grandi prendeva
per dimostrarci che aveva coraggio"
Disdire - fare - stralciare
certo, ma don Ranza non lo puoi fermare
"L'altro giorno ho trovato una scusa
per potergli parlare
'Hey, Mimmo, ne è passato del tempo...'
'Si, va beh, ma adesso lasciami andare...'
non credevo di esser stato violento
ma ha cominciato a tirare
mi ha guardato con lo sguardo rinato
doveva scappare, andare a sco... (bip!)..."
... e adesso, adesso come facciamo
potevamo lasciarlo su un ramo...
(GRAN FINALE)
"Graziano lo sai,
lo sai che a Mimmo gli tira ancora
Graziano lo sai,
lo sai che Mimmo ne vuol fare dieci (di figli - ndr)
Graziano chissà,
chissà se Mimmo ti crede ancora
Graziano lo sai,
che Mimmo è a casa e non ti caga..."
(CARBONI-CATELLANI / 2007 - All rights reserved)









ODONTOTECNICO BATTE GIOCATORE DI BASKET 1-0
ALSO SPRACH ANGELO ROVATI (BUUU!!!)
«Com'è possibile che un odontotecnico in pochi anni arrivi al vertice del sistema finanziario italiano? Che manovrasse miliardi di lire, milioni di euro? Chi gli ha dato tutti quei soldi? Diego Della Valle in un'intervista aveva definito Ricucci "lanzichenecco della finanza". Lui si era risentito, anche perché non aveva capito bene: "Lanzinechecco a me? Lanzinechecco uno che se tromba 'a Falchi tutte le sere?"».
ALSO SPRACH STEFANO RICUCCI (GRANDE!!!)
''Lui mi disse che aveva giocato a basket. Se vogliamo parlarne c'e' anche da domandarsi come puo' aver fatto uno che faceva il giocatore di basket a costruire tutte quelle societa' immobiliari, come risulta dall'inchiesta fatta dal Giornale, e poi a diventare consigliere di Prodi''.
*****
Blog-addiction, blog-obsession
Sabato (ieri): *1.905* visite; venerdì: *1.873* visite
Foto esclusive "rubate" dal cellulare di Francesco Aliberti

Una marea (una "purea") di persone, arrivate dall'intera provincia, ascolta Massimo Cotto (già direttore di "Rockstar" e prolifico autore alibertiano), addetto speciale agli onori di casa. Il giornalista-scrittore ha intervistato Luca Carboni, in libreria con la biografia "Segni del tempo"
.
Due muse in galleria, reduci da un vinello niente male (quella a destra è l'editor-editorialista Francesca Parravicini). E ancora: l'editore reggiano Francesco Aliberti, cioè uno dei soci-titolari di "Edicolé", che è un 'point' Mondadori, abbraccia - con trasporto emotivo, rapimento intellettuale - il Sommo Zarathustra (maestro cerimoniere, maestro querimoniere)
.
L'assessore alla Cultura di Reggio Giovanni Catellani (immancabilmente in abito scuro) chiede preziosi consigli a un divertito Zarathustra, appena nominato suo 'spin doctor' di fiducia (ancor meglio: "script doctor"). A destra: l'emilianissimo Carboni confessa una fans
*****
Bel pomeriggio di sole, ricco buffet dolce e salato (roba da "gelato al cioccolato", cfr. Malgioglio), sorrisi e strette di mano, locali nuovi di pacca da 'bagnare' a suon di spumante e tartine, casalinghe disperate e "imbucati" disparati, vip compresi.
Il giovane e preparato neolibraio Luca Conte con la barba di cinque giorni (molto radical-chic), il giovane sindaco di Novellara con la figlioletta in spalla, un eccitato Ivo Gazzini che sistema gli ultimi libri, Miriam Zanetti e figlia 'very nice' quasi maggiorenne con jeans a vita bassa che aspetta il di lei padre, Luca Carboni che indossa Ray-Ban neri degli (dagli) anni Ottanta, Beppe Cottafavi meno spettinato - cioè meno "sputtanato" - del solito (mettetegli due baffetti da sparviero e vi sembrerà Dalì...la di Lazzaro), Matteo "Teo" Aliberti, fratello di Francesco, che sfodera buon umore a manetta (ah, bello il Suv, cioè la Jeep...), lo stesso Francesco che, conoscendo il suo pollo (Zarathustra talvolta è molto pollo...), ci presenta la giovane e splendida moglie (davvero un balsamo per i nostri stanchi e comunque privilegiati occhi d'osservatori mondani, di testimoni oculari della 'decadence' cittadina), quindi le due angeliche figliolette-capolavoro, candidamente 'cherubine', completamente biancovestite.
Poi Cotto con i suoi occhiali arancioni, Veronica che sta sempre in mezzo ai numeri (stavolta sono quelli della cassa), Billo che presenta la morosa (ma non a noi...), l'assessore Catellani che ancora una volta la pensa come noi.

Oggi, ad esempio, si è tutti d'accordo sul fatto che il collega Mimmo sia - per dirla con grande ammirazione - una sorta di 'genio e sregolatezza', dunque esposto, cioè incline, al 'daimon' dell'indecifrabilità, ovvero: nell'ultimo rovente anno non è risultato incompreso perché impopolare, bensì, al contrario, è risultato impopolare proprio perché, come tutti i 'genius', profondamente incompreso... detto ciò, dalla 'notte bianca' in poi, e comunque - forse soprattutto - anche grazie ai positivi effetti della sua recente love-story (queste l'insistente gossip che arriva dal Palazzo), è molto ma molto migliorato, sia caratterialmente che politicamente (oggi è distensivo, ricettivo, dialogante, collaborativo, risolutivo): non si sottrae mai al confronto, sorride più spesso e parla con tutti, si fa trovare al telefono dai giornalisti e anzi capita che prenda lui stesso (o chi per lui) l'iniziativa di alzare la cornetta. Messaggi, quelli da lui lanciati alla città, che hanno il pregio del coraggio e della fermezza d'intenti, quasi sempre anche della lucidità strategica... ebbene: lo Spadoni-restyling è già, di fatto, una Spadoni-renaissance: lui che da ranocchio dello stagno, da Calimero piccolo e nero, da parafulmine di colpe altrui e/o mali comuni, da capro espiatorio immolato sull'altare del riottoso-rissoso qualunquismo di stampo politico-mediatico, d'origine rional-borghese, ha saputo risorgere e 'ri-generarsi' dalle sue stesse ceneri di "Arabo (Erebo, Eremo) Infelice". Un Uberto recuperato a se stesso e, quel che più conta, al centro storico, un centro che, finalmente, per merito suo, cambierà aspetto e crescerà sull'onda lunga - e anomala - della sua ritrovata e rilanciata voglia d'amore (cherchez la femme!), quindi della sua giustamente 'riabilitata', 'ristabilita' immagine d'urbanista convinto e vincente. Bene, bravo, bis...!
Che altro dire, mi sa proprio che ci ritorneremo - e anche presto - in piazza Unità d'Italia n. 62: magari accompagnati da Di Nuzzo (alias Ron Biber), venerdì scorso impegnato altrove, oppure, perché no, in compagnia degli amici e duellanti rusticani "Nic e Gian", ovvero i 'dioscuri' dell'editoria reggiana, sempre in lizza (cioè in pista, in piazza, in lotta, in ressa) per contendersi lo "ius primae noctis" alibertiano.

SCOOP! Ecco, in anteprima, il testo della pregnante canzone, scritta per l'occasione!, eseguita l'altra sera dal vivo, a due voci, in piazza a Novellara, dall'inedita coppia canora Carboni-Catellani
Musica di "Silvia lo sai" (1987) - (Inalterate metrica e melodia!)
(RIT.) "Graziano lo sai / lo sai che Mimmo va in buca ancora...
Graziano chissà / chissà se a Mimmo ci pensi ancora...
Graziano lo sai / che Mimmo è a casa con la tipa..."
(STROFA 1)
"La maglia della Regia
sette giorni su sette
pochi massaggi, molti dribbling
che gran rottura di balle...
Un dio cattivo e noioso
preso andando a dottrina
come un arbitro severo fischiava
ce l'avevano tutti con lui..."
Disdire - fare - rinviare
occhio, questo è un voto che ci può salvare...
(STROFA 2)
"A salvarci erano, invece, certe mozioni
che uscivano dalla mano di Livio (Ramolini - ndr)
con lei seduta a dettar correzioni...
che buffo era Mimmo, mentre provava a tenerle la mano
non potevo non prenderli in giro,
ma capivo che nasceva qualcosa di strano..."
... e come è strano incontrarli
Graziano aspetta, aspetta debbo parlarti...

(RIT.) "Graziano lo sai,
lo sai che Mimmo va in buca ancora
Graziano lo sai, lo sai che Mimmo lo fa ogni ora
Graziano chissà, chissà se a Mimmo ci pensi ancora
Graziano lo sai, che Mimmo è a casa che sta bene..."
(STROFA 3)
"I comitati non chiedevano mai
se eravamo felici
Graziano, tu ridevi e scherzavi
Mimmo invece non parlava mai...
Che profumo la piazza di sera
le sere di giugno
Mimmo che botte dai grandi prendeva
per dimostrarci che aveva coraggio"
Disdire - fare - stralciare
certo, ma don Ranza non lo puoi fermare
"L'altro giorno ho trovato una scusa
per potergli parlare
'Hey, Mimmo, ne è passato del tempo...'
'Si, va beh, ma adesso lasciami andare...'
non credevo di esser stato violento
ma ha cominciato a tirare
mi ha guardato con lo sguardo rinato
doveva scappare, andare a sco... (bip!)..."
... e adesso, adesso come facciamo
potevamo lasciarlo su un ramo...
(GRAN FINALE)
"Graziano lo sai,
lo sai che a Mimmo gli tira ancora
Graziano lo sai,
lo sai che Mimmo ne vuol fare dieci (di figli - ndr)
Graziano chissà,
chissà se Mimmo ti crede ancora
Graziano lo sai,
che Mimmo è a casa e non ti caga..."
(CARBONI-CATELLANI / 2007 - All rights reserved)
ULTIMO MINUTO (ORE 22.20)
CONFERMATO LO SCOOP DI ZARATHUSTRA, "L'INFORMAZIONE" HA UN NUOVO DIRETTORE. MASSIMO RISERBO SUL NOME, MA UNA GOLA PROFONDA (MOLTO BEN INFORMATA) RIVELA CHE IN POLE POSITION, AD OGGI, C'E' L'ATTUALE DIRETTORE DI UN ALTRO QUOTIDIANO REGGIANO



Da non perdere! Cifre che fanno rabbrividire e indignare
IN USCITA / Sono "Senti chi parla - Viaggio nell'Italia che predica bene e razzola male" (Mario Giordano, Mondadori, 17,50 euro) e "La casta - Così i politici italiani sono diventati intoccabili" (Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, Rizzoli, 18 euro)
Si può partire alla rovescia, dalla zeta di Zucchero. In un'intervista del 2006 a Panorama proclama: «Per un cantante, non andare in tv è salutare». Subito dopo, nel giro di poche ore, passa su Tg1, Tg5, Sky e di nuovo su Raiuno, ospite di Miss Italia.
E il ministro del lavoro, Cesare Damiano? Lancia una crociata contro il lavoro precario, ne diventa il difensore indomito: nel febbraio di quest'anno, gli ispettori scoprono dentro i suoi stessi uffici una quarantina di precari, tutti regolarmente senza contratto, qualcuno pure senza stipendio... (continua dentro)
"IL CONGRESSO DI AN? VI RACCONTO COME SONO ANDATE LE COSE"
La clamorosa verità di Eboli sul 'golpe' che lo ha estromesso dal partito
(leggi in coda)...
CONFERMATO LO SCOOP DI ZARATHUSTRA, "L'INFORMAZIONE" HA UN NUOVO DIRETTORE. MASSIMO RISERBO SUL NOME, MA UNA GOLA PROFONDA (MOLTO BEN INFORMATA) RIVELA CHE IN POLE POSITION, AD OGGI, C'E' L'ATTUALE DIRETTORE DI UN ALTRO QUOTIDIANO REGGIANO


Da non perdere! Cifre che fanno rabbrividire e indignare
IN USCITA / Sono "Senti chi parla - Viaggio nell'Italia che predica bene e razzola male" (Mario Giordano, Mondadori, 17,50 euro) e "La casta - Così i politici italiani sono diventati intoccabili" (Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, Rizzoli, 18 euro)
Si può partire alla rovescia, dalla zeta di Zucchero. In un'intervista del 2006 a Panorama proclama: «Per un cantante, non andare in tv è salutare». Subito dopo, nel giro di poche ore, passa su Tg1, Tg5, Sky e di nuovo su Raiuno, ospite di Miss Italia.
E il ministro del lavoro, Cesare Damiano? Lancia una crociata contro il lavoro precario, ne diventa il difensore indomito: nel febbraio di quest'anno, gli ispettori scoprono dentro i suoi stessi uffici una quarantina di precari, tutti regolarmente senza contratto, qualcuno pure senza stipendio... (continua dentro)
"IL CONGRESSO DI AN? VI RACCONTO COME SONO ANDATE LE COSE"
La clamorosa verità di Eboli sul 'golpe' che lo ha estromesso dal partito
(leggi in coda)...

Che lirismo, che grazia... Ora e sempre caproniani (devoti... e indegni)
.
Le copertine degli ultimi due libri sul poeta, entrambi curati da Verdino
La nostalgia-rimpianto per qualcosa che non c’è più, la speranza (spesso «disperata») di qualcosa che non c'è ancora
Tre donne. Nel cerchio di tre donne si sviluppa la vita affettivo-sentimentale di Giorgio Caproni: la prima fidanzata, morta prematuramente; la madre, che muore nel 1950; e la moglie, presenza costante e sicura. Quindi, due assenze e una presenza femminili indicano le tappe del viaggio umano e letterario di un grande poeta del Novecento. Alla moglie Rina («grillina» la chiama lui) sono dedicate numerose e belle poesie. Sono inedite, invece, e molto quotidiane e tenere le lettere pubblicate con un bellissimo titolo, "Amore, com’è ferito il secolo - Poesie e lettere alla moglie" (Manni, pagine 109, Euro 12) introdotte da un bel saggio di Stefano Verdino. Si tratta di lettere di quotidiana sofferenza: la lontananza, la famiglia, la povertà, la solitudine, l’ansia per la figlia piccola...
NON PERDETE LA VOGLIA DI VOLARE (SOGNARE), OK?











