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Cinque immagini, in esclusiva, del fotografo reggiano Corrado Bertozzi
Disfatta della sinistra-arcobaleno (3,17%) e dei socialisti (0,81%), che rastrellano la stessa percentuale del Partito Comunista dei Lavoratori (idem: 0,81%). Voto, calo del 3,22%
IMMINENTE RIMPASTO DI GIUNTA NEL CAPOLUOGO: ENTRA "L'ITALIA DEI VALORI", FORTE DI UN 4,16% DEI CONSENSI
2009: NAUFRAGATA LA CORSA DI FERRETTI ALLA PROVINCIA?







SE N'E' ANDATA LA NONNA DI P.F. GRASSELLI
"È recentemente mancata Bianca Giorgi Grasselli. Nata a Rio Saliceto nel novembre del 1923, Bianca Giorgi ha guidato per una quarantina d'anni il comitato provinciale Sezione Femminile di Reggio Emilia della Croce Rossa Italiana e nel 1995 è stata insignita del titolo onorifico di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana dall'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Figlia di Alberto Giorgi e Maria Pecchi, Bianca Giorgi Grasselli si iscrisse alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università Cà Foscari di Venezia, dopo aver conseguito il diploma all'Istituto Magistrale Principessa di Napoli di Reggio Emilia. Gli eventi bellici la costrinsero però a trasferirsi all'Università Bocconi di Milano, dove si laureò nel novembre del 1948. Per alcuni anni fu insegnante di inglese in diverse scuole superiori, tra le quali il Liceo Classico di Correggio e l'Istituto Secchi di Reggio Emilia. Aveva sposato il notaio Geminiano Grasselli nel 1947 a Castelnovo ne' Monti. Professionista assai noto e stimato, Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Geminiano Grasselli aveva meritato la Croce di Guerra al valore militare: ufficiale di aviazione, aveva infatti combattuto a lungo durante la Seconda Guerra Mondiale, da ultimo a fianco degli Alleati. Geminiano Grasselli è mancato nel 1987. Per anni, Bianca Giorgi Grasselli ha vissuto a Reggio Emilia. Sabato 12 aprile, è mancata serenamente, lasciando i figli Federico e Filippo, e i nipoti Pier Francesco, Gian Simone, Maria Caterina, Riccardo, Maria Vittoria e Maria Cecilia".
(Da parte nostra giungano sentite condoglianze...)
IMMINENTE RIMPASTO DI GIUNTA NEL CAPOLUOGO: ENTRA "L'ITALIA DEI VALORI", FORTE DI UN 4,16% DEI CONSENSI
2009: NAUFRAGATA LA CORSA DI FERRETTI ALLA PROVINCIA?







SE N'E' ANDATA LA NONNA DI P.F. GRASSELLI
"È recentemente mancata Bianca Giorgi Grasselli. Nata a Rio Saliceto nel novembre del 1923, Bianca Giorgi ha guidato per una quarantina d'anni il comitato provinciale Sezione Femminile di Reggio Emilia della Croce Rossa Italiana e nel 1995 è stata insignita del titolo onorifico di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana dall'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Figlia di Alberto Giorgi e Maria Pecchi, Bianca Giorgi Grasselli si iscrisse alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università Cà Foscari di Venezia, dopo aver conseguito il diploma all'Istituto Magistrale Principessa di Napoli di Reggio Emilia. Gli eventi bellici la costrinsero però a trasferirsi all'Università Bocconi di Milano, dove si laureò nel novembre del 1948. Per alcuni anni fu insegnante di inglese in diverse scuole superiori, tra le quali il Liceo Classico di Correggio e l'Istituto Secchi di Reggio Emilia. Aveva sposato il notaio Geminiano Grasselli nel 1947 a Castelnovo ne' Monti. Professionista assai noto e stimato, Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Geminiano Grasselli aveva meritato la Croce di Guerra al valore militare: ufficiale di aviazione, aveva infatti combattuto a lungo durante la Seconda Guerra Mondiale, da ultimo a fianco degli Alleati. Geminiano Grasselli è mancato nel 1987. Per anni, Bianca Giorgi Grasselli ha vissuto a Reggio Emilia. Sabato 12 aprile, è mancata serenamente, lasciando i figli Federico e Filippo, e i nipoti Pier Francesco, Gian Simone, Maria Caterina, Riccardo, Maria Vittoria e Maria Cecilia".
(Da parte nostra giungano sentite condoglianze...)
Un virus trojan è entrato nel sito: stiamo lottando per debellarlo...

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Siria, Giordania, Cavriago, San Polo, Baghdad, Gerusalemme, via Edison...


Per chi pensa di votare scheda bianca, il giornalista Marco Travaglio fa notare che c'é un modo per non avvantaggiare la maggioranza nell'esprimere il dissenso a tutti i partiti alle prossime elezioni. Ovvero...
"METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALE DISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI ED ASSOLVERE AL PROPRIO DOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTI INCONSAPEVOLMENTE! Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti. Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti. ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA! Di seguito i riferimenti legali.
Tutto si basa su un uso 'puntiglioso' della legge. Illustro nei dettagli il sistema da usare: ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA, ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: 'Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato' PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta') COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU' VOTI.
Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemi di inattuabilità della procedura appellatevi al seguente testo di legge: Testo Unico delle Leggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 55... Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000".
*****
Riceviamo e pubblichiamo
ASILO POLITICO / Lettera aperta in rima giustificata a PINCO-PALLA
"Pinco, manco io
sono stinco di santo,
stanco di sinti.
Palla, scagli l’ultimo inchiostro
chi è senza balla.
Chi giammai chiuse tardivo
le porte della stalla"
(Gianpar, dalla silloge "Dediche a Corrado G.")
*****
Ragazze pon-pon picchiano una collega: aveva un blog più bello del loro
Una ragazza è stata picchiata dalle sue compagne in un campus degli Stati Uniti e filmata dalle “amiche” durante il brutale pestaggio. Con il prevedibile epilogo: la pubblicazione in Rete della bravata. La povera vittima è stata attirata in un tranello e presa a cazzotti perché “colpevole” di avere un Myspace, il famoso servizio blog di Msn, più bello di quello delle colleghe. Un peccato inestinguibile, evidentemente, agli occhi delle altre ragazze. Che l’hanno accusata e malmenata con una freddezza scientifica e filmato la “lezione” a futura memoria.
Non solo: siccome la povera cheerleader è svenuta per effetto dei colpi, è stata pietosamente adagiata sul letto e poi, quando ha ripreso i sensi, è stata nuovamente picchiata.
Una di loro ha spiegato alla polizia le ragioni della punizione: “Ci aveva stancato con le cavolate che scriveva sul suo Myspace e per questo la volevamo punire”. E gli agenti sono rimasti esterrefatti: non solo le ragazze erano lucide e determinate, ma dopo l’agguato erano anche divertite per quello che avevano appena compiuto. Sono state arrestate.

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Siria, Giordania, Cavriago, San Polo, Baghdad, Gerusalemme, via Edison...


Per chi pensa di votare scheda bianca, il giornalista Marco Travaglio fa notare che c'é un modo per non avvantaggiare la maggioranza nell'esprimere il dissenso a tutti i partiti alle prossime elezioni. Ovvero..."METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALE DISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI ED ASSOLVERE AL PROPRIO DOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTI INCONSAPEVOLMENTE! Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti. Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti. ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA! Di seguito i riferimenti legali.
Tutto si basa su un uso 'puntiglioso' della legge. Illustro nei dettagli il sistema da usare: ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA, ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: 'Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato' PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio 'Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta') COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU' VOTI.
Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemi di inattuabilità della procedura appellatevi al seguente testo di legge: Testo Unico delle Leggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 55... Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000".
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Riceviamo e pubblichiamo
ASILO POLITICO / Lettera aperta in rima giustificata a PINCO-PALLA
"Pinco, manco io
sono stinco di santo,
stanco di sinti.
Palla, scagli l’ultimo inchiostro
chi è senza balla.
Chi giammai chiuse tardivo
le porte della stalla"
(Gianpar, dalla silloge "Dediche a Corrado G.")
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Ragazze pon-pon picchiano una collega: aveva un blog più bello del loro
Una ragazza è stata picchiata dalle sue compagne in un campus degli Stati Uniti e filmata dalle “amiche” durante il brutale pestaggio. Con il prevedibile epilogo: la pubblicazione in Rete della bravata. La povera vittima è stata attirata in un tranello e presa a cazzotti perché “colpevole” di avere un Myspace, il famoso servizio blog di Msn, più bello di quello delle colleghe. Un peccato inestinguibile, evidentemente, agli occhi delle altre ragazze. Che l’hanno accusata e malmenata con una freddezza scientifica e filmato la “lezione” a futura memoria.
Non solo: siccome la povera cheerleader è svenuta per effetto dei colpi, è stata pietosamente adagiata sul letto e poi, quando ha ripreso i sensi, è stata nuovamente picchiata.
Una di loro ha spiegato alla polizia le ragioni della punizione: “Ci aveva stancato con le cavolate che scriveva sul suo Myspace e per questo la volevamo punire”. E gli agenti sono rimasti esterrefatti: non solo le ragazze erano lucide e determinate, ma dopo l’agguato erano anche divertite per quello che avevano appena compiuto. Sono state arrestate.

E poi smaniano per "accreditarsi" presso il povero Prampolini...
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Benissimo la messa in latino, ma non toccateci il Concilio Vaticano II!

Guerra dei prezzi (guerra tra poveri) al mercato di Scandiano
Il Daily Telegraph propone i 110 titoli «irrinunciabili»
LONDRA – Cosa avete messo su quello scaffale della libreria che mostrereste con orgoglio al vostro professore di italiano delle superiori, se vi piombasse in salotto? In rete c’è chi prova a dare un consiglio e a elencare i tomi che ben vedrebbe affiancati nella libreria perfetta di ogni casa: si tratta di un centinaio di titoli, classici o moderni ormai divenuti dei «must», da esporre per dimostrare a voi stessi e agli ospiti che sì!, quel centinaio lo avete letto anche voi. È il Telegraph , quotidiano britannico, che ha lavorato per riempire con i 110 titoli perfetti da tutto il mondo il vostro scaffale: niente volumi da nascondere in seconda fila per mancanza di spazio, perché questi libri sono tutti da leggere avidamente dalla prima all’ultima pagina. Anche se, come fa notare un commentatore, libreria perfetta per un appassionato di letteratura altro non è che un ossimoro: perché una libreria perfetta non lo sarà mai, troppi testi in tutto il mondo tra cui pescare e – per fortuna – tanti autori che continuano a scrivere libri che vale la pena di leggere.
LO SCAFFALE PERFETTO
Per comporre lo scaffale perfetto, i curatori del Telegraph hanno deciso di suddividere i tomi per argomento: classici, poesia, letteratura, libri romantici, libri per bambini, fantascienza, crimini, libri che hanno cambiato il mondo accanto a quelli che hanno cambiato il nostro mondo interiore, storia, vita.
CLASSICI
Tra i classici spicca Omero, con Iliade e Odissea, ma anche Guerra e Pace di Tolstoj, Madame Bovary di Flaubert, e i Viaggi di Gulliver di Swift.
POESIA
Tra i poeti non può mancare Dante, posizionato accanto a Shakespeare, ma proprio qui si sente l’assenza di molti dei poeti italiani più conosciuti, e la classifica pecca la troppa influenza delle sue origini british.
LETTERATURA MODERNA
Venendo alla prosa degli ultimi due secoli sono immancabili Alla ricerca del tempo perduto di Proust e, se riuscirete ad arrivare alla fine, potrete passare all’Ulisse di Joyce, a Hemingway, ai Cento anni di solitudine di Garcia Marquez. Segnalate Le relazioni pericolose di de Laclos, ma anche il Dottor Zivago.
BAMBINI
Nella letteratura per bambini spiccano Il signore degli anelli di Tolkien, Winnie-the-Pooh, Harry Potter ma anche L’isola del tesoro di Stevenson.
FANTASCIENZA
Nella catagioia fantascienza impossibile fare a meno di Frankestein, e di 20mila leghe sotto i mari, così come di 1984 di Orwell.
GIALLI
Per gli appassionati di crimini non vanno scordati né Agatha Christie, né la saga completa di Sherlock Holmes, anche se i fan nostrani di Camilleri e Montalbano avrebbero da ridire per la sua assenza, come tutti i lettori del belga Simenon.
LIBRI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO
Nella categoria dei libri che hanno segnato un «prima e un dopo»: Il capitale di Marx, Il principe di Machiavelli, l’intera Encyclopédie di Diderot e compagni.
«INTIMISTI»
Rivolgendosi alla parte più interiore di ognuno di noi, impossibile scordare Il gabbiano Jonathan Livingston e Lo Zene l'arte della manutenzione della motocicletta. Anche qui, il resto della lista si presta meglio a una selezione più personale, ma certo viaggi, cucina e libri sui consigli di vita sono caldamente attesi sullo scaffale.
STORIA E «VITA»
Nel settore storico riportati grandi classici come Erodoto e Tucidide, mentre nella sezione «vita» campeggiano uno accanto all’altro le Confessioni di Sant’Agostino e Se questo è un uomo di Primo Levi.
(Eva Perasso)
Spadoni rivela: abbiamo comprato anche 100 nani da giardino


Arredi unici, disegnati dal Comune, diventano di proprietà dell’azienda che li realizza. Mentre si spendono 10mila euro per cinque chaise longue di fronte alla caserma Zucchi
Si è scatenata una vera e propria bagarre in consiglio comunale, lunedì 31 marzo. Oggetto del contendere, nella lotta che ha visto da una parte i consiglieri Giacomo Giovannini (Lega) e Mario Monducci (Gente di Reggio) e dall’altra l’assessore al centro storico Mimmo Spadoni ed il dirigente Massimo Magnani, i costi e le modalità di realizzazione dell’arredo urbano. Traducendo, le nuove panchine e le cinque chaise longue, pagate duemila euro l’una. Ma, al di là del costo, oggetto dell’interpellanza dei due consiglieri verteva soprattutto sul metodo e sui passaggi seguiti dal Comune.
Andando con ordine, nel 2005 l’architetto Magnani, dopo accurata ispezione, notava come gli arredi urbani non fossero omogenei e decideva, d’accordo naturalmente con l’assessore Spadoni, di dare al centro storico un aspetto più omogeneo. Qualche mese più tardi, ovvero nel giugno 2005, si sono cominciate a valutare le proposte di diversi fornitori. Non essendo stati soddisfatti dalle produzioni seriali delle diverse aziende, Spadoni e Magnani hanno deciso (come da relazione presentata dallo stesso Magnani il 3 novembre 2005) che Reggio si meritava di più: degli arredi unici, che dessero alla città un’immagine immediatamente riconoscibile. Per questo i creativi del Comune si sono messi al lavoro, per disegnare un progetto da consegnare ad un’azienda che lo realizzasse appositamente per Reggio. L’azienda, contattata direttamente, è la Fi.Ma. che nel settembre del 2005 ha ricevuto incarico di fare il progetto esecutivo e realizzare le idee partorite dai creativi comunali.
Ora le opere “uniche”, disegnate e pagate dal Comune, fanno parte del catalogo della stessa Fi.Ma che, ovviamente, ha tutto il diritto di venderle, anche ad altri Comuni, con buona pace dell’unicità di Reggio. “Mi sembra assurdo – è l’opinione del consigliere della Lega Giovannini – che il Comune si metta a disegnare dei progetti perché desidera degli arredi su misura per poi lasciare all’azienda che li realizza la possibilità di metterli a catalogo. Senza parlare dell’aumento dei costi”. Infatti, dal capitolato del Comune presentato nel 2005 si legge che il “prezzo contrattuale si intenderà fisso ed invariabile per tutta la durata della fornitura”. E invece, le panchine sono passate da un costo concordato di 740 euro l’una (Iva esclusa) ad uno di 890 euro, mentre per le sedie si è passati da 412 a 690 euro. Una cifra alla quale vanno aggiunte le 5 chaise longue, dal modico prezzo di 2mila euro l’una.
“A nostra precisa domanda sull’aumento dei costi – continua Giovannini – l’assessore Spadoni si è limitato a rispondere che la legge gli permette di spendere di più, e ad invitarci a occuparci di altre cose. Di cosa dovremmo occuparci – si chiede Giovannini – se non di come vengono spesi i soldi dei reggiani? A maggior ragione in un momento in cui il Comune chiede ai cittadini maggiori sacrifici, attraverso l’aumento dell’addizionale Irpef”. La motivazione dietro al mancato rispetto del contratto, che prevedeva il mantenimento dei prezzi concordati nel 2005, è semplice: il capitolato non è un contratto, dal momento che per mantenere fissi i prezzi il Comune avrebbe dovuto fissare nel dettaglio quantità e tempi degli acquisti. Una scelta che si sarebbe rivelata impossibile, dal momento che l’amministrazione ha dovuto aspettare i vari bilanci per poter capire quanto, di volta in volta, poteva investire sugli arredi. Ma è anche vero che, in questo modo, il Comune si è messo in una posizione svantaggiosa con le sue mani: prima disegna i modelli “unici”, poi permette alla Fi.Ma di metterli a catalogo e, allo stesso tempo, dal momento che quei modelli sono disponibili solo attraverso la Fi.Ma., dà al fornitore – praticamente senza concorrenti su quei particolari pezzi – la facoltà di alzare il prezzo. Non c’è che dire, ogni fornitore sogna di trovarsi in una posizione come questa.
In totale, il Comune ha versato a Fi.Ma. nel 2006/2007 circa 230mila euro, Iva inclusa, così suddivise: 62mila (più Iva) per le panchine; 68mila e 600 (più Iva) per le fioriere; 45mila (più Iva) per i fitoni, 3mila e 500 (più Iva) per i totem e 13mila e 500 (più Iva) per le borchie d’ottone. Così, mentre le panchine vecchie vengono trasferite alla Reggia di Rivalta, i reggiani che vanno in centro si possono consolare con ben 5 chaise longue da 2mila euro l’una. D’altra, parte forse l’assessore al centro storico ha ragione: visto che sono pochissimi i reggiani che entrano in centro, che almeno stiano comodi...
(Storia di copertina dell'ultimo numero di "Reporter")


Si è scatenata una vera e propria bagarre in consiglio comunale, lunedì 31 marzo. Oggetto del contendere, nella lotta che ha visto da una parte i consiglieri Giacomo Giovannini (Lega) e Mario Monducci (Gente di Reggio) e dall’altra l’assessore al centro storico Mimmo Spadoni ed il dirigente Massimo Magnani, i costi e le modalità di realizzazione dell’arredo urbano. Traducendo, le nuove panchine e le cinque chaise longue, pagate duemila euro l’una. Ma, al di là del costo, oggetto dell’interpellanza dei due consiglieri verteva soprattutto sul metodo e sui passaggi seguiti dal Comune.
Andando con ordine, nel 2005 l’architetto Magnani, dopo accurata ispezione, notava come gli arredi urbani non fossero omogenei e decideva, d’accordo naturalmente con l’assessore Spadoni, di dare al centro storico un aspetto più omogeneo. Qualche mese più tardi, ovvero nel giugno 2005, si sono cominciate a valutare le proposte di diversi fornitori. Non essendo stati soddisfatti dalle produzioni seriali delle diverse aziende, Spadoni e Magnani hanno deciso (come da relazione presentata dallo stesso Magnani il 3 novembre 2005) che Reggio si meritava di più: degli arredi unici, che dessero alla città un’immagine immediatamente riconoscibile. Per questo i creativi del Comune si sono messi al lavoro, per disegnare un progetto da consegnare ad un’azienda che lo realizzasse appositamente per Reggio. L’azienda, contattata direttamente, è la Fi.Ma. che nel settembre del 2005 ha ricevuto incarico di fare il progetto esecutivo e realizzare le idee partorite dai creativi comunali.
Ora le opere “uniche”, disegnate e pagate dal Comune, fanno parte del catalogo della stessa Fi.Ma che, ovviamente, ha tutto il diritto di venderle, anche ad altri Comuni, con buona pace dell’unicità di Reggio. “Mi sembra assurdo – è l’opinione del consigliere della Lega Giovannini – che il Comune si metta a disegnare dei progetti perché desidera degli arredi su misura per poi lasciare all’azienda che li realizza la possibilità di metterli a catalogo. Senza parlare dell’aumento dei costi”. Infatti, dal capitolato del Comune presentato nel 2005 si legge che il “prezzo contrattuale si intenderà fisso ed invariabile per tutta la durata della fornitura”. E invece, le panchine sono passate da un costo concordato di 740 euro l’una (Iva esclusa) ad uno di 890 euro, mentre per le sedie si è passati da 412 a 690 euro. Una cifra alla quale vanno aggiunte le 5 chaise longue, dal modico prezzo di 2mila euro l’una.
“A nostra precisa domanda sull’aumento dei costi – continua Giovannini – l’assessore Spadoni si è limitato a rispondere che la legge gli permette di spendere di più, e ad invitarci a occuparci di altre cose. Di cosa dovremmo occuparci – si chiede Giovannini – se non di come vengono spesi i soldi dei reggiani? A maggior ragione in un momento in cui il Comune chiede ai cittadini maggiori sacrifici, attraverso l’aumento dell’addizionale Irpef”. La motivazione dietro al mancato rispetto del contratto, che prevedeva il mantenimento dei prezzi concordati nel 2005, è semplice: il capitolato non è un contratto, dal momento che per mantenere fissi i prezzi il Comune avrebbe dovuto fissare nel dettaglio quantità e tempi degli acquisti. Una scelta che si sarebbe rivelata impossibile, dal momento che l’amministrazione ha dovuto aspettare i vari bilanci per poter capire quanto, di volta in volta, poteva investire sugli arredi. Ma è anche vero che, in questo modo, il Comune si è messo in una posizione svantaggiosa con le sue mani: prima disegna i modelli “unici”, poi permette alla Fi.Ma di metterli a catalogo e, allo stesso tempo, dal momento che quei modelli sono disponibili solo attraverso la Fi.Ma., dà al fornitore – praticamente senza concorrenti su quei particolari pezzi – la facoltà di alzare il prezzo. Non c’è che dire, ogni fornitore sogna di trovarsi in una posizione come questa.
In totale, il Comune ha versato a Fi.Ma. nel 2006/2007 circa 230mila euro, Iva inclusa, così suddivise: 62mila (più Iva) per le panchine; 68mila e 600 (più Iva) per le fioriere; 45mila (più Iva) per i fitoni, 3mila e 500 (più Iva) per i totem e 13mila e 500 (più Iva) per le borchie d’ottone. Così, mentre le panchine vecchie vengono trasferite alla Reggia di Rivalta, i reggiani che vanno in centro si possono consolare con ben 5 chaise longue da 2mila euro l’una. D’altra, parte forse l’assessore al centro storico ha ragione: visto che sono pochissimi i reggiani che entrano in centro, che almeno stiano comodi...
(Storia di copertina dell'ultimo numero di "Reporter")

IL BASSISTA DI NEK INVITA A VOTARE "PER IL PENE COMUNE"
ULTIM'ORA! / Lo scandianese Fantuzzi, già chitarrista di Antonacci e della Pausini, tifa per la lista civica del candidato-premier Stefano Montanari, cioè il ricercatore 'nanotecnologico' amico di Beppe Grillo. Ecco il testo dell'endorsement, pubblicato sul suo blog...
"Ero sicuro di non andare a votare alle prossime elezioni, stanco di dover scegliere l’ormai plurinominato “meno peggio”. Ero sicuro di non volere votare nessuno che non rappresentasse in maniera chiara e limpida tutti i miei punti di vista e le mie convinzioni su come gestire la vita della società, che è anche la mia vita. E non solo è la mia vita, ma è quella di tutti coloro che verranno, e che non saranno certo responsabili per la gestione incomprensibile e assurda del nostro ambiente e della nostra cultura, anche se dovranno comunque fare i conti con quello che lasceremo loro. Ero sicuro di non andare a votare fino a che sono venuto a conoscenza di una realtà che non credevo più possibile. E’ nata una lista civica, non un partito, che si chiama “Per il bene comune”. Una lista civica non è un partito politico ma è un insieme di persone libere, di cittadini che decidono di adoperarsi e di investire il loro tempo e le loro energie per fare in modo che le soluzioni ai tanti problemi non sfumino in chiacchiere ma si traducano in opera. Non avrei mai immaginato di scrivere qualcosa su questo blog che potesse avere a che fare con la gestione politica, ma ho avuto una tale iniezione di energia nello scoprire i programmi e le modalità di azione e di pensiero di questa lista civica che non ho saputo trattenermi dal parlarne. I media tradizionali (televisioni e stampa) tendono a non dare spazio a realtà come questa: non voglio entrare in merito al perchè accada, ognuno veda la sua risposta, ma di fatto accade esattamente questo. Spero che queste poche righe possano almeno incuriosirvi ad approfondire un po’ l’argomento. Emiliano Fantuzzi".

BULIMIA PARTITOCRATICA: VOI VOTATE, LORO INCASSIAMO. LA FURBATA DEI RIMBORSI ELETTORALI: TUTTI I PARTITI DELLE ELEZIONI 2006 LI AVRANNO FINO AL 2011 E LI POTRANNO “CUMULARE” A QUELLI DEL 2008. TOTALE: 1 MILIARDO DI EURO

Lunedì prossimo, comunque vadano le elezioni, nelle sedi dei partiti qualcuno avrà una buona ragione per sorridere: i tesorieri. Sì, perché la legge che regolamenta i cosiddetti «rimborsi elettorali» - un euro per ogni voto - non prevede l’interruzione dei pagamenti in caso di interruzione della legislatura. In altre parole, i partiti continueranno a incassare fino a tutto il 2010 circa 100 milioni l’anno legati alla legislatura appena chiusa anticipatamente, ovviamente suddivisi tra loro sulla base del risultato elettorale del 2006. E altri 100 milioni (l’anno) arriveranno nelle loro casse da adesso fino al 2012.
Non c’è che dire, un discreto affare: un solo Parlamento, due rimborsi elettorali. Che poi potrebbero addirittura diventare tre, se c’è il «pareggio» o un accordo politico per nuove elezioni. Tutto dipende dalla legge, che per l’appunto sancisce che il «rimborso» (versato in cinque rate, la durata teorica della legislatura) non si interrompe in caso di voto anticipato. Una norma che peraltro crea anche qualche paradosso, con partiti «morti» che a mo’ di zombies continuano a incassare le rate del contributo pubblico anche dopo la loro presunta scomparsa. È il caso di Ds e Margherita.
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Come indica il rapporto della Corte dei Conti sui costi della campagna elettorale del 2006, nel quinquennio i partiti prenderanno complessivamente 520 milioni di euro. Non male, se si pensa che per finanziare quella campagna le liste spesero complessivamente «soltanto» 117 milioni. Ovviamente, in alcuni casi l’«affare» è ancora migliore: Forza Italia ha speso 50 milioni e ne incassa 129, l’Ulivo con 28 milioni ne ha presi 158, ma Alleanza Nazionale con soli 6 milioni di spesa ne percepisce 62. Il record del «rendimento» delle spese elettorali spetta a Rifondazione: a fronte di una spesa di 1,6 milioni, l’incasso è di quasi 35.
Certo è che si potrà discutere la finalità di questa spesa, la sua entità: ma quel che suona davvero illogico e bizzarro per il senso comune è che il finanziamento prosegua per cinque anni anche se la legislatura si è chiusa prima. «È una vergogna, una rapina che va sotto il nome di legge - dice il leader della Destra, Francesco Storace -. Appena si riunisce il Parlamento presenteremo una proposta perché questi soldi siano commisurati all’effettiva durata della legislatura».
Sono d’accordo anche i Radicali, con Sergio D’Elia e Maurizio Turco, che proporranno che il rimborso sia dato soltanto per ogni euro la cui spesa sia stata giustificata. Sulla stessa linea c’è anche il ministro Antonio Di Pietro: «Noi avevamo presentato un emendamento all’ultima Finanziaria, ma non è passato. Siamo stradeterminati, obiettivamente così non si può andare avanti».
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Di Pietro, peraltro, afferma che i soldi dell’Italia dei Valori non sa nemmeno come spenderli: «L’altr’anno ci abbiamo finanziato la raccolta di firme sui referendum elettorali. La verità è che sono soldi che servono ai partiti storici, che devono fronteggiare grandi indebitamenti da cui devono rientrare».
Semi-scomparsi democristiani e socialisti, evidentemente Di Pietro ce l’ha con gli ex-comunisti-pidiessini-diessini. Sentiamo dunque il leggendario tesoriere Ds Ugo Sposetti, che ha messo più di uno zampino nella norma sui «rimborsi». E che non ha paura di difendere «contro la demagogia e la superficialità» la causa del finanziamento pubblico della politica. «Intanto - spiega - non si tratta di un rimborso per i due-tre mesi di campagna: non è che tra un’elezione e l’altra l’attività politica si ferma. Il Pd non smette di operare».
Ma i soldi a partiti estinti come i Ds? «E chi l’ha detto che sono estinti - risponde Sposetti -, mica ci siamo sciolti. I soldi dei Ds vanno al tesoriere dei Ds, cioè a me. Ci devo pagare tutti gli stipendi del personale che stava al partito». Ma la legislatura interrotta e i soldi che arrivano lo stesso? «Vuol dire che Veltroni e Berlusconi - conclude, con l’aria di non crederci molto - si metteranno d’accordo per cambiare la legge».
Soldi benedetti, anche perché quasi sicuramente quest’anno i partiti spenderanno molto, ma molto meno del 2006. «Colpa» di una campagna elettorale brevissima, che tra l’altro ha reso pressoché impossibile il ricorso ai manifesti giganti 6x3, l’arma preferita di Silvio Berlusconi, che vanno «prenotati» con molto anticipo.
E poi, forse, la crisi colpisce anche i tesorieri: il Pd avrebbe speso 15 milioni anziché 28, e persino la «ricchissima» Forza Italia avrebbe ridotto da 50 a 30 milioni la spesa. Berlusconi, lamentano fonti «azzurre», stavolta è stato avaro, e si è limitato ad anticipare di tasca sua le risorse. Risultato: quasi niente «6x3», lettere personalizzate agli elettori riservate solo alle Regioni più in bilico. Per il resto gazebi, camper e manifesti ordinari.
(Roberto Giovannini per “La Stampa”)



"Ciro! Mi raccomando, fa' attenzione, riguardati...! Leggo con apprensione questa notizia Ansa, che ti giro... G.B."

Attenzione allo stress da blog, può uccidere
Ansia, insonnia e obesità (combinati ad assenza di esercizio fisico), sonno e dieta irregolare o malsana sono tra i principali fattori di rischio
La morte arriva col blog: lo stress di tenere aggiornato 24 ore su 24 un diario online combinato con l'assenza di esercizio fisico e di sonno e con una dieta irregolare e malsana, sono un cocktail potenzialmente letale che ha cominciato a mietere vittime nel mondo del web. Due settimane fa a Fort Lauderdale (Florida) è stato celebrato il funerale di Russell Shaw, un prolifico blogger di temi tecnologici morto improvvisamente di infarto a 60 anni. In dicembre un altro blogger suo amico, Marc Orhant, era finito sottoterra per un esteso blocco alle coronarie. Un terzo, Om Malik, ha avuto un infarto negli stessi giorni ma ce l'ha fatta: ha appena 41 anni.
Sono casi isolati o la punta di un iceberg?
Se lo è chiesto domenica il New York Times raccogliendo le lamentele di altri «diaristi» della rete che hanno perso peso o sono diventati obesi, che non riescono più a dormire regolarmente o crollano esausti sulla tastiera: tutti disturbi, se non proprio malattie, attribuite allo stress di dover produrre notizie in un ciclo di informazione non stop in cui la concorrenza è spesso feroce. Alcuni di quelli che erano nati come diari online sono in effetti diventati negli ultimi anni veri e propri produttori di informazione che fanno concorrenza ai media tradizionali sul fronte della pubblicità. La pressione è enorme soprattutto per i free lance, navigatori della rete pagati spesso neanche dieci dollari a pezzo, ma anche chi sui blog ha costruito una fortuna ha motivo di preoccuparsi.
«Non sono ancora morto, ma presto finirò in ospedale con l'esaurimento nervoso», ha detto Michael Arrington, fondatore e direttore di TechCrunch, un popolare blog sulle nuove tecnologie che rastrella milioni di dollari in pubblicità. Arrington, che è ingrassato di 15 chili in tre anni, ha attribuito allo stress da blog il fatto che ora soffre gravemente di insonnia: «Sono arrivato a un punto di rottura». Non è da oggi che i blogger denunciano pubblicamente contraccolpi fisici del loro mestiere: è un leit motiv dei diaristi online lamentarsi della fatica perennemente in agguato per chi passa buona parte della giornata e spesso della notte a smanettare sul computer a caccia di informazione.
Molti blogger sono pagati a pezzo, altri a numero di lettori, in una gerarchia retributiva che ripaga lo scoop anche se appena di pochi minuti. La velocità in questi casi è tutto: «Non c'è una volta, neanche quando dormi, che non ti viene l'ansia di avere preso un buco», ha detto Addington al New York Times. Tanto i blogger sono consapevoli dei rischi del mestiere che alcuni di loro hanno preso a scambiarsi consigli su come farvi fronte. Un mese fa su Problogger.com l'australiano Darren Rowse, che contribuisce a una ventina di blog oltre ai due da lui curati, ha offerto ai suoi lettori un piccolo manuale di sopravvivenza: tra i consigli, quello di «tagliare le catene della scrivania» e «tornare a buttar giù idee su taccuini di carta».
(Alessandra Baldini, Ansa - 6 aprile 2008)
CARA G., HAI RAGIONE: ABBIAMO GIA' UN PIEDE NELLA FOSSA... (c.a.p.)
ULTIM'ORA! Per aver parcheggiato sulle strisceSCANDIANO C'E': MULTATO IL FURGONCINO DELLE LIBERTA'
Questa mattina, a Scandiano, giorno di mercato e, dunque, va da sé, dei soliti comizianti a zonzo per il centro che, "santini" alla mano e "Porcellum" in testa, provano ad arpionare il voto degli ultimi indecisi in vista delle elezioni di domenica, il maldestro autista del camper berlusconiano è incappato in un sonoro verbale per infrazione del Codice della Strada, in quanto colto con le gomme nel sacco, cioè beccato a sostare sulle strisce pedonali. Il consigliere Pagliani, intanto, indaffarato come non mai a fare capolino dall'alto d'uno sbilenco banchetto posizionato tra una bancarella di scarpe cinesi e una di salumi Levoni, si è precipitato sul luogo della sanzione come un fulmine di guerra, con tutti i crismi del mandato finiano e, come se non bastasse, mostrando da par suo i "galloni" avvocatizi, cercando cioè, comprensibilmente, di far valere un qualche "ascendente" sugli agenti di polizia municipale. Purtroppo, però, per il Silvio nazionale e per il Giuseppe comunale non c'è stato niente da fare: la multa c'è e resta, nel senso che loro, gli eroi del giorno, i vigili scandianesi, non si sono affatto lasciati convincere né commuovere dal noto, alato e talvolta abusato 'pathos' del trasgressore di turno, e nemmeno intimidire dall'imminente scadenza elettorale (vieppiù considerando la scarsa fiducia, e la pessima reputazione, di cui oggi gode, in generale, la classe politica italiana). Ecco perché, domenica, multe o non multe, mercati del pesce o partiti in svendita, noi qui tutti si tifa per il partito trasversale del non voto.
ULTIM'ORA! "La Repubblica" sta aprendo una redazione a Parma (la decima in Italia della testata). Tra pochi giorni, infatti, nascerà un quotidiano on-line: un progetto-pilota curato da Luigi Carletti & C.
Siamo in attesa di una risposta (a 13 domande!) dal comune boiardesco
UNA PROPOSTA SAGGIA? ABOLIRE SUBITO I DUE T-RED SCANDIANESI!

IMPORTANTI NOVITA'. Nella foto sopra, un articolo di martedì scorso
Sequestrati dalla GdF i T-Red. In un anno 50.000 multe (Ansa)
Decine di migliaia di multe piovute sugli automobilisti in pochi mesi. Responsabile il famigerato sistema T-Red che ha mietuto le sue vittime soprattutto a Segrate, nel Milanese, tanto da meritare un servizio della trasmissione televisa ‘Le Iene’. I militari della Guardia di Finanza di Milano hanno compiuto acquisizioni di documenti nelle sedi di alcune società che hanno appaltato il sistema e hanno sequestrato gli apparecchi che regolano il tempo dei semafori che hanno il tempo del giallo talmente breve che fanno finire in contravvenzione gli automobilisti, i quali sono anche fotografati e si vedono arrivare la multa a casa. I militari hanno compiuto accertamenti anche negli uffici del Comune di Segrate, nell’ambito dell’inchiesta, affidata al pm di Milano Alfredo Robledo e che nasce dall’esposto di cittadini.
Dal 16 novembre dell’anno scorso al maggio di quest’anno sono state notificate, grazie al T-red, 30mila multe che però potrebbero essere salite, a oggi, fino a quota 50mila nel solo comune di Segrate ed è stata l’avvocato Francesca Fuso, nel luglio scorso, a chiedere di vederci chiaro, presentando un esposto sottoscritto da circa 110 cittadini, con cui si denunciavano presunte irregolarità nel sistema automatico di rilevazione, installato su cinque semafori lungo la strada Cassanese. Il sistema, secondo quanto spiegato nell’esposto, faceva sì che fosse impossibile, a chi attraversava l’incrocio con semaforo giallo, di arrivare dall’altra parte senza incappare nel rosso: la durata del colore intermedio era troppo breve (PROPRIO COME A SCANDIANO: APPENA 4 SECONDI! - ndr).
Secondo il legale la ditta appaltatrice percepiva il 25,1% dell’importo di ogni contravvenzione effettuata (!!! - ndr).
Nell’esposto si esponevano dubbi anche anche sulla regolarità del bando con cui era stata data in appalto la gestione dei semafori alla ditta che ha installato la tecnologia T-red, attivata il 16 novembre del 2006. “Crediamo che la tecnologia vincente fosse stata decisa prima della gara stessa”, ha spiegato l’avvocato Fuso. “I cittadini di Segrate - conclude il legale - erano praticamente terrorizzati all’idea di passare in auto sulla Cassanese. Con questo sistema, una vera ingiustizia, ci sono automobilisti che nel giro di pochi giorni o settimane si sono trovati con più di una multa e pochissimi punti sulla patente”. (11/10/2007)


Sapevate che godere è un diritto? Che agli italiani piace farlo in auto? Che alcune avvocatesse milanesi entrano in Tribunale col vibratore in borsa? E quali sono le misure normali del pene? Sogni, desideri inconfessabili, situazioni imbarazzanti, curiosità, abitudini sotto le lenzuola e non solo: tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai sentito né osato chiedere negli studi degli esperti e nei fatti del mondo
- Il sesso fa bene all'olfatto? Sì, grazie al rilascio di prolattina che fa sviluppare le cellule neuronali nei bulbi olfattori del cervello
- Esistono peni finti dalle forme stravaganti? Sì, un tedesco ha commercializzato con grande successo un "dildo" a forma di delfino
- Esiste una nazione che permette agli uomini di fare sesso con gli animali? Sì: è il Libano, a condizione però che siano di sesso opposto
- Fare l'amore può far bene anche al naso? Sì, secondo alcuni studi migliora decisamente il senso dell'olfatto grazie al rilascio di prolattina
- Orgasmi anche per le donne paralizzate? Sì, studi GB dimostrano che il segnale del piacere giunge al cervello malgrado gravi lesioni spinali
- Esistono dei profilattici comunali? Sì, la città di New York emetterà speciali condom in involucri con mappa del metro e informazioni utili
- Uffici come alcove? Storie d'amore o di sesso nascono tra colleghi, in media una ogni 7 anni e nelle aziende con più di 200 dipendenti
- Meglio i vestiti del sesso? Sì. Le donne pronte a rinunciare ad avere rapporti per 15 mesi in cambio di un armadio pieno di abiti nuovi
- Il sudore può essere eccitante? Sì: una recente ricerca americana rivela che molte donne trovano quello maschile un forte stimolo erotico
- Sesso con un amico? Sì, tra i giovani cresce la tendenza degli "amici di letto". Per rapporti occasionali, meglio che con uno sconosciuto
- Godere è un diritto? Sì, lo sancisce la corte d'Appello di Palermo: donna risarcita con 200mila euro perché il marito ha nascosto l'impotenza
- Alle italiane piace l'uomo bastardo? No, secondo sondaggio il maschio ideale è quello che ha voglia di impegnarsi e soprattutto di paternità
- Si può fare sesso con l'amante nella casa della suocera? No, se scoperti si può rimediare una bella denuncia per violazione di domicilio
- Giovani angosciati dalle misure del membro? Sì, 20mila ragazzi tra i 18 e i 30 anni chiedono ogni anno l'allungamento chirurgico del pene
- Il sesso aiuta la lingua? Sì, in Catalogna governo regionale sovvenziona film erotici per favorire la diffusione dell'idioma catalano
- Ci si può preoccupare del futuro della Terra nei momenti di passione? Sì, Greenpeace pubblica lista prodotti e comportamenti erotici ecologici
- Può la vagina interessare l'arte? Sì, Alena Kupcikova, un'artista ceca, ama dipingerle ed esporle. Nei suoi quadri anche veri peli pubici...
(CONTINUA DENTRO: LEGGILO TUTTO, E' SPASSOSISSIMO!)...
CINQUE PEZZI FACILI1) Domenica, sul prestigioso supplemento culturale de "IlSole24Ore", c'era un articolo sulla libreria All'Arco.
2) La domenica di Pasqua, al sempre meno incendiario e già due volte incendiato "Sali&Tabacchi", l'ingresso l'han fatto pagare ben 17 euro!
3) Sul penultimo numero de "L'espresso", in un'inchiesta sul turismo sessuale, c'era un box-intervista a Marco Scarpati, nostro avvocato.
4) Ieri sera il manager del basket Alessandro Dalla Salda e il chirurgo-ortopedico Rodolfo Rocchi hanno amabilmente cenato, in penombra, al "Cadauno" di via Squadroni, in centro a Reggio.
5) La cantante Lilli Barilli (sorella di Manu) pare abbia partecipato alla famosa trasmissione televisiva "X-Factor".

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Ai fratelli Montanari (chi non li conosce, in zona...), si sa, piace LA "grana", magari da investire in locali alla moda o in attività di ristorazione, come in effetti hanno fatto negli ultimi anni, comprando (talvolta pure rivendendo) esercizi commerciali del “ramo intrattenimento”. Nel giro di pochi anni… e di una manciata di chilometri quadrati: mica male, no?
Ovvero: aprendo e gestendo (in prima persona, certo, ma sempre e comunque insieme a soci di fiducia) diversi luoghi del divertimento serale e notturno: pizzerie, gelaterie, american-bar, discoteche... Insomma: dal Pig Bull in poi, che Franco e Matteo aprirono nel 1995, dando una svolta clamorosa alla loro vita, i due fratelli amanti del Range Rover ne hanno fatta di strada… quindi di scontrini, di affari, soprattutto di notti insonni...
Tuttavia, ai Montanari, piace soprattutto IL "grana", inteso come formaggio padano, meglio ancora se stagionato a dovere. Non gli basta mai, tanto che se lo fanno portare - in 'spicchi' di pochi chili, ben confezionati - direttamente dai casari della zona, a qualsiasi ora: meglio ancora se i casari della zona hanno le sembianze (di più: addirittura le fattezze, o forse è meglio dire le "forme", tanto per stare in tema) di una bella ragazza.
Che sia perché, come si dice, il prodotto tipico che il mondo ci invidia possiede quelle preziose qualità afrodisiaco-nutrizionali assolutamente indispensabili all'uomo (specie sulla quarantina) che non voglia rischiare di rimediare una figuraccia in certune e galanti situazioni d'intimità relazionale? Mah, chi può dirlo... Di sicuro, la famiglia scandianese si mostra ben felice di accogliere la giovane fornitrice di "oro giallo"…
Ma le notizie sono altre… Quest’anno, infatti, l’imprenditore Franco Montanari compie 40 anni (in ottobre). Negli ultimi 13 anni, di qua o di là, insieme al fratello minore Matteo (che di anni ne ha 33) ha aperto ben 10 locali, ovvero: il disco-pub Pig Bull a Scandiano, i risto-disco Papasito di Vezzano e Sali & Tabacchi di San Maurizio, le pizzeria Lovely Rita ad Albinea e Dadda’s a Castellarano, l’Ugly Café e l’american-bar Bananas (sempre a Scandiano), la discoteca estiva Esseti a Salvarola Terme, quindi il ristorante Roba da Matti a Pratissolo e la gelateria Amarena sotto la statua di Lazzaro Spallanzani.
Tuttavia, facendo il verso a Lucio Battisti, dieci locali per lui non posson bastare… E così, a fine maggio, i “padroni della notte” (per parafrasare il titolo di un bellissimo film uscito nei giorni scorsi) apriranno il “Paprika” ("Pazzi di pizza"!), cioè una pizzeria molto soul (e un po' cool) in terra reggiana, più precisamente nei locali (e nella terrazza) che fino a un mese fa ha ospitato il “Bristol Roof”, in zona Buco del Signore.
Domanda: Frank, ma chi cavolo te l’ha fatto fare?
“Bella domanda… E’ stata una sfida, un pallino. Non un discorso di business fine a se stesso, anzi… E’ la soddisfazione di pensare una cosa, lavorarci su e vederla realizzata, portarla avanti e sentire che la gente, che il cliente si affeziona, che torna lì a mangiare una cosa che gli è piaciuta, o per sperare di rivedere una ragazza incontrata al banco o al tavolo la settimana prima…”.
Quanti siete oggi?
“Nel week-end abbiamo circa 120 persone a lavorare… una famiglia allargata, vero?”.
Il tempo libero, se te ne rimane, come lo passi?
“Vado a fare le pizze la domenica sera, giuro”.
Una specie di ossessione…
“La mia grande passione, però, rimane la pesca… e alzarmi la mattina a Rondinara, dove vivo con i miei genitori… apro la finestra e vedo il Tresinaro, uno spettacolo…”.
Sei uno che si è fatto da sé, giusto?
“Sono uno che si è fatto soprattutto il culo… mai una vacanza, sempre a fare conti e girare tra un locale e l’altro”.
E le donne?
“Purtroppo non ho un gran tempo per loro… a meno che non si tratti d’incontri casuali, al volo, in strada, tra un appuntamento dall’elettricista e uno dal commercialista (scherza e ride – ndr)”.
Ti senti più ricco o più stanco?
“A volte mi sento addirittura povero, specie quando mi rendo conto d’aver fatto tanti sacrifici, sottraendo tempo, attenzioni ed energie ad altre cose, ad altre persone; mi sento ricco, invece, quando penso ai miei tanti collaboratori, cui ho dato un lavoro insegnandogli al tempo stesso un mestiere, cioè, di fatto, aprendo loro le porte del futuro”.
Oh capitano, o mio capitano d’azienda, un’ultima cosa: la tua soddisfazione più grande, in queste ore?
“Vedere che l’Amarena è entrata a regime, cioè che sta andando forte: +30% rispetto all’anno scorso, e siamo solo in aprile…”.
Però adesso, per un minuto, metti via quella calcolatrice, quel telefonino e quel computer, ok…!?

INCASSARE A RATE... PER NON FARCI INCAZZARE A RUOTA
INTROITI SCAGLIONATI... PER NOI TUTTI GIA’ SCOGLIONATI
La brochure pubblicitaria di quel "libretto rosso" che è il Piano della Mobilità, anche chiamato "la nuova viabilità del centro storico" di Reggio, griffata Comune e Act, mostra uno slogan che, a chi come noi ha preso 5-cinque multe da 80 euro ciascuna per via di quella "furbata" conosciuta col nome di 'vigile elettronico' (ovvero la serie di telecamere ad alto tasso vessatorio installate, sembrerebbe, per far pagare una vera ed esosa tassa d'accesso al centro storico, cioè introdotte, ‘ste gabelle del menga, a quanto parrebbe, per ingrassare le casse municipali… almeno così dicono un po’ ovunque, esperti e non), suona a dir poco provocatorio, beffardo oltre che dannoso per le magre tasche dei ‘deambulanti’ meno abbienti, quelli più poveri (non di spirito, ma di pecunia)...
Citiamo: "Per vivere la città con un sorriso". Già, "con un sorriso"... Sorriso un corno! Chi entra paga salato, chi tocca la ZTL muore! C'è da piangere, mica da sorridere... Perché non prevedere, cari ricchi "epuloni" di amministratori nostrani, un sistema di sanzionamento a scaglioni, realmente equo e solidale, in base al reddito dei multati?
Insigne, esimio Franco Ferretti, amico nostro, dove cacchio sei, cosa diamine stai facendo, perché (cavolo!) non prendi una posizione di giustizia, di giustizia sociale vera, invece di startene zitto e
'Mosca' o, ancor peggio, di uscirtene senza troppi pudori con dichiarazioni come quella dell'altro giorno, dove pare tu non abbia avuto alcuno scrupolo a sostenere - puntando i piedi - che le multe non si devono pagare a rate, giammai, ma in una botta unica... cioè nessuna remora di sorta a negare, di fatto e di principio, le ragionevoli istanze di tutti coloro che non godono di uno stipendio fisso, lauto e pubblico, o magari di una pensione garantita, cioè gli appelli alla pietà e le richieste di mera sopravvivenza avanzate dell'esercito di reggiani che non arriva a fine mese... del popolo dei precari e degli studenti, comunque dei più indigenti, dei meno abbienti.
Cambia idea, Franchino, e scusaci se osiamo darti del tu anche in pubblico. Non barattare la tua provenienza e soprattutto i tuoi ideali... guardacaso ad appena un anno dalle elezioni amministrative e a pochi giorni dalla prova del voto di quel "pasticcio di Dolci" che è diventata – almeno a Reggio – La Sinistra L’Arcobaleno: non appannare la tua fede per un piatto di lenticchie, torna al patto di Frattocchie...
Dài che ce la puoi fare a rivedere, pro domo nostra, quell’arrogantello diktat amministrativo (massì, un incidente di percorso, ne siamo convinti), dài che se t'impegni riesci anche a mandarci due righe per dare a noi e ai nostri lettori una spiegazione plausibile di quella profonda e sanguinante ferita provocata da quella che ci è parsa, fin da subito, come una "sciagurata", suicida presa di posizione politica… una posizione peraltro - crediamo, auspichiamo, perché noi ti conosciamo diverso, più umano e altruista – un po’ troppo da burocrate, per non dire allineata alle tue strette, sgualcite vesti di vicesindaco, un ruolo che in casi come questo potresti spendere più in direzione del popolo che non della politica 'politicienne', della politique d’abord, dell’irrealpolitik di una giunta che spende decine di migliaia di euro per le ‘chaise longue’ e, al tempo stesso, ha paura d’incassare a rate.
Tutto oggi si compra a rate, dal telefonino alla casa… e i reggiani - abbiamo visto le statistiche, i dati - sono tra i più indebitati d’Italia: a che serve prestare 5mila euro ai giovani se poi si affibbiano 160 euro di multe a una studentessa di Parma che ha avuto la malaugurata idea di imbattersi nel centro di Reggio? A che serve pagare l’hotel agli zingari se non si dà la possibilità agli indigenti indigeni del posto di scaglionare i loro debiti in più mesi?
Noi siamo qui, aspettiamo un tuo, anzi, un suo breve intervento scritto. Grazie.
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Riceviamo e pubblichiamo
"Oggi pomeriggio (venerdì 4 aprile) ACER e Comune hanno mandato alcuni operai a distruggere gli interni degli appartamenti sfitti e non assegnati di via Compagnoni, partendo dal numero 37.
Quando alcuni appartenenti al Collettivo Sottotetto insieme ad alcuni abitanti "regolarmente assegnatari" hanno chiesto spiegazioni su ciò che stava accadendo ricordando che l’edilizia erp è un bene pubblico, la risposta è stata far arrivare tre volanti dei carabinieri e cinque della polizia, identificare tutti i presenti e impedire al fotografo della Gazzetta di Reggio (uno dei quoridiani locali) di documentare lo stato degli appartamenti. "Ma se sono così convinti di essere nel giusto, cos’hanno da nascondere?", afferma Chicca del Collettivo Sottotetto, abitante in una casa occupata in quella via che era vuota da più di dieci anni.
Gli appartamenti sfitti del quartiere (130) non vengono assegnati in attesa di demolizione che però dovrà avvenire nel 2011, e sarà effettuata per lasciare spazio a costruzioni private.
L’assessore alla casa Carla Colzi, di Rifondazione Comunista, ha dichiarato ai giornali che gli operai stavano demolendo costruzioni abusive all’interno degli appartamenti ed ha minacciato gli attivisti del sottotetto di querela per diffamazione quando, riportando un articolo apparso l’estate scorsa su un quotidiano locale, hanno citato le parole dello stesso assessore che in quella occasione affermò: “Quelle case sono vuote per poter essere utilizzate in caso di emergenza”.
Sono state distrutti infissi, porte, finestre e sanitari. Continua Chicca, del Collettivo: “Fanno schifo, invece di assegnare le case a chi ne ha bisogno come le famiglie rom che sono state sgomberate ieri da una casa abbandonata occupata per necessità, le demoliscono per fare spazio a edilizia privata, e le distruggono prima internamente per evitare che qualcuno possa riappropriarsene esercitando il proprio diritto all’abitazione. E in più non hanno nemmeno il coraggio di dire la verità su quello che stanno facendo”.
(Dal sito "globalproject.info")


Per gentile concessione di "Privée", in edicola oggi con "Reporter"
Proprio domani, 5 aprile, festeggi i tuoi primi 6 mesi di matrimonio, giusto? Dicci tutto…Sì, è vero, cavolo… ma come fai a saperlo, io e te manco ci conosciamo!?
Me lo hai detto tu: o meglio, ho sentito che ne stavi parlando due minuti fa, al tavolo coi tuoi amici, proprio lì, tra una pizza e un grappino… sai, ho le orecchie lunghe, da segugio. Hai 10 minuti per un’intervista?
Per cosa?
Piccinini non ripete. Faremo presto: mettiti comoda che partiamo… Vai con le nozze, baby…
Ok… Mi sono sposata il 5 ottobre a Honolulu, in piscina, sull’isola di Oahu, con Joele, famoso giocatore di baseball delle Hawaii, dove peraltro abitiamo tuttora.
Sei sicura?... Cos’hai bevuto a cena!?
Sicurissima. Mi chiamo Isabella, ho 32 anni, sono di Montecavolo e di cognome, adesso, faccio Lono… Per la legge del posto, da sabato prossimo posso chiedere il divorzio e il mantenimento, visto che scade il termine dei sei mesi… Dai che scherzo! Mio marito è un lanciatore, mancino, che ha militato nella massima serie americana per almeno 10 anni… Poi, 18 anni fa, è arrivato in Italia, dove ha giocato prima a Parma e poi a Milano, nella squadra di Berlusconi. Finché, due anni fa, finita la sua carriera nel baseball, si è messo a giocare a golf…
Quindi?
Ci siamo conosciuti sui campi da golf di San Bartolomeo, qui a Reggio, dove io facevo la “caddie”, che è un termine tecnico per dire assistente, personal trainer dell’atleta. Già: il Golf Club Matilde di Canossa… Beh, dopo 5 mesi ci siamo imbarcati per le Hawaii, quindi siamo sbarcati e ci siamo sposati al volo, con rito cattolico-protestante, cioè con un prete che ha celebrato sul bordo della piscina di casa nostra, sulla spiaggia bianca di Kailua, definita tra le cinque spiagge più belle del mondo, dove girano tranquillamente tartarughe e foche… Zio bono, che nostalgia… la mia isola (Oahu, dove ci sono Waikiki e Honolulu - ndr), il mio arcipelago…
Appunto: cosa ci fai, qui, a Reggio, terra senza spiagge… anzi, città ormai all’ultima spiaggia?
Faccio un po’ avanti e indietro, perché non ho ancora la “green card”, cioè il permesso americano per stare là in modo continuativo e definitivo: per cui ogni tre mesi devo fare un salto qui, cioè interrompere la mia permanenza là… questioni burocratico-fiscali… ma per adesso mi va bene anche il visto, il bonus a tempo…
Perché ti sei sposata? Perché con un giocatore di baseball? Perché le Hawaii?
Innanzitutto perché è l’unico che me l’ha chiesto, cioè è stata l’unica proposta seria che ho ricevuto in tutta la mia vita… poi perché siamo entrambi dei tipi molto ma molto sportivi, e infine perché là è il paradiso, c’è la natura a portata di mano, hai il mare in casa, ci sono i colori veri e la vita viva… E poi è un matrimonio fantastico, nel senso che lui è là e io sono qua… sto scherzando, dai!
Ah, le Hawaii… Alla faccia dell’Expo del 2015 e di Calatrava nel 2020, anno in cui finiranno i lavori della stazione medio-padana… Vabbè, insomma… Per te è sempre estate, abbiamo capito...
E poi io alle Hawaii c’ero già stata. Nel 2000. Avevo aperto una gelateria insieme al mio moroso di allora, che era un ex giocatore di rugby... Un americano che giocava in Italia, proprio qui, nella squadra di Reggio. Ad un certo punto abbiamo mollato tutto e siamo volati a Honolulu… ah, la gelateria si chiamava ‘Waikiki’…
E allora?
Beh, dopo un anno, credo a fine 2001, abbiamo trasferito la gelateria a New York… trasferendoci anche noi, ovviamente. Nel frattempo, però, dall’altra parte del mondo, ho continuato a gestire la mia birreria reggiana, cioè “Lo Scarabocchio” di Borzano di Albinea, che avevo dal ’98. Anche lì un via-vai continuo, per due anni abbondanti ho fatto su e giù da un aereo… mah, che vita…
Una viva movimentata, piena. Anche spericolata?
Lasciamo perdere… La gelateria americana è durata, a mio nome, fino al 2005… anche se io me ne ero di fatto già allontanata… così che, tra un viaggio e l’altro, ho trovato il tempo, nel 2004, di laurearmi all’Accademia delle Belle Arti di Bologna… Poi ho aperto diverse ditte qui a Reggio… finché la mia passione per lo sport mi ha portato a diventare una delle prime personal trainer della nostra città... allenando atleti professionisti, aiutandoli cioè ad aumentare le loro potenzialità fisiche. Com’è successo con il rugbysta Cristian Beggi, che adesso gioca nella Coppa del Mondo…
Pausa. Fammi bere un goccio di Coca e fumare una sigaretta… (Pausa di 10 minuti - ndr) Vai col liscio, prosegui pure, che io intanto mi faccio un caffè deca…
Attualmente alleno due golfisti professionisti, ossia Abe Mariano, un hawaiano che gioca con Tiger Wood, e mio marito, che ha fatto passi da gigante, al punto che sta per entrare nel massimo campionato americano, il PGA… La mia vita, oggi, è dedicata al golf: almeno 6 ore al giorno, sabato e domenica compresi.
Ti sono rimasti degli amici a Reggio?
Sì, certo. Ne cito tre su tutti: Sonia di Quattro Castella, Francesca del “Camelot” e Antonio di Rivalta, detto Antuan per le sue origini francesi… Poi ci sono un pitbull da combattimento e una tartarughina al guinzaglio. Per il resto, passionale come sono, mi sento sempre un po' sospesa, sempre a metà, un po’ di qua e un po’ di là dell’Oceano… inoltre sono molto orientale, prendo la vita come viene, vivo alla giornata e per adesso va bene così...
Oh cavolo, stanno chiudendo la pizzeria… va bene così, Isa, grazie mille per la chiacchierata…
Me la fai leggere prima che esca?
Beh, se vuoi te la faccio anche scrivere, nessun problema…
Lunedì 7 Aprile ore 20,30 (Centro Sociale "Buco Magico")
Via Martiri di Cervarolo - Reggio Emilia
"L'ombra sulle elezioni. Mafia, politica e legge elettorale"
Luigi Li Gotti (Capolista al Senato Italia dei Valori)
Sottosegretario Ministero della Giustizia
Marco Montanari (Osservatore Elettorale OSCE)
Intervistati da Diego Oneda, giornalista di Reporter
Presiede Marco Fantini (Capogruppo IdV Comune di Reggio E.)











